Gummy minnow


Se ne parla da qualche anno ma, personalmente, ero poco incline, per non dire contrario, all’uso di questo artificiale.

Perché ? Non so, forse per il fatto che è completamente siliconico e non lo consideravo un artificiale da mosca fatto sta che sino all’estate 2005 non l’ho mai utilizzato.

In procinto di partire per l’ennesima volta per Los Roques ebbi una lunga discussione con l’Amico Angelo Piller che, essendo tornato da poco dal Venezuela, mi esortò a non trascurare questa imitazione che, proprio a Los Roques, riteneva indispensabile.

Inizialmente pensai ad un facile innamoramento di Angelo per cui, presuntuosamente, partii senza nemmeno un GM al seguito.
La prima mattina di pesca a Gran Roque fu il primo sintomo ! Pescavo a breve distanza da Gordon, un simpatico e frenetico PAM scozzese e, inevitabilmente, ci osservavamo e fotogravamo a vicenda ad ogni cattura. Subito mi resi conto che il “rate” di ferrate era nettamente diverso ed io portai a riva 3 bonefish mentre Gordon ne catturò un decina, il tutto tra l’alba e la prima colazione ! Durante il giorno ci perdemmo di vista e pescammo su isole diverse e ci incontrammo di nuovo la mattina successiva.
Osservai Gordon con maggiore attenzione e mi resi conto che ad ogni lancio aveva almeno una tocca e lo strike arrivava quasi ad ogni recupero ! C’era qualcosa che mi sfuggiva per cui mi avvicinai ulteriormente e smisi di pescare osservandolo con attenzione. Lanciava bene e lungo e si limitava a strippare molto lentamente. Mentre lo osservavo arrivarono altri 2 strike. A quel punto gli chiesi che esca usava e Lui mi disse “Gummy Minnow of corse”…….of corse un par di palle ! Se avessi dato maggior ascolto ad Angelo !!!!

Gordon, gentilissimo mi donò un GM che utilizzai tutto il giorno senza avere rifiuti e con un numero incredibile di catture ! Alla sera era stracciato ma lo riparai con l’Attack e poi andai a parlare con Gordon che, partendo il giorno successivo, mi regalò i 5 o 6 GM che gli erano rimasti. Inutile dire che pescai per 10 giorni solo con il GM !

Successivamente l’ho testato in molte situazioni e ci ho preso un’infinità di tombarelli, qualche tonno rosso, lampughe in quantità, palamite, alletterati, trote, pesci pilota, blue runner, jack horseye, serra, siluri, aspio, bass e, sicuramente, ne ho dimenticato qualcuno. I prossimi test significativi saranno per spigole e barra in Sardegna o foci maremmane e a marzo in Florida per Redfish, snook e tarpon.

Ma veniamo all’artificiale. Il Gummy Minnow è un amo con un avvolgimento di filo di piombo, ricoperto di vari strati di Siliskin, una pellicola siliconica adesiva e molto morbida disponibili in vari colori che, evidentemente, riproducono in modo fedele le fattezze di un pesce esca.

Credo che la caratteristica vincente di questa imitazione sia quella di lavorare bene a bassa velocità di stripping o, addirittura, in caduta per imitare perfettamente un pesciolino ferito e in difficoltà. Questa osservazione ho potuto farla su tutti i pesci catturati ma, soprattutto, sulle mangianze di tombarelli e di tonni rossi. Sulle mangianze più assatanate ho provato sia lo stripping lento che quello veloce che il no stripping e le varie prove hanno dato un verdetto inequivocabile: no stripping !

Per effettuare queste prove ho adottato un terminale con 3 GM ed ho contato il numero di strike con i 3 tipi di recupero. Mediando i dati ottenuti ho scoperto che per ogni pesce catturato con stripping veloce ne ho catturati 3 con stripping lento e 8 senza strippare………insomma, un rapporto 8 a 1 mi sembra non sia discutibile.

Una prova analoga l’ho fatta sugli aspi (anche se con numero di catture infinitamente inferiore a quello di tombarelli) ed ho utilizzato una coda galleggiante ed un finale lungo con un solo piccolo GM. In stripping non ho catturato nulla mentre in caduta (che in corrente si trasforma in deriva) ho catturato un certo numero di pesci ed avuto molti inseguimenti.

Per quanto riguarda l’assemblaggio Vi illustro il mio modo di costruire il GM che è leggermente diverso da quello universalmente adottato. La mia variante rende l’esca un po’ più fragile ma ne riduce talmente i tempi di realizzazione che vale certamente la pena.

1 – Fare un avvolgimento di filo di piombo sul gambo dell’amo facendo attenzione che le spire siano compatte.



2 – Ricoprire l’avvolgimento di piombo con un sottile strato di Epoxy 5 minuti. Questo passaggio serve a rendere compatto e resistente il piombo ma anche a far incollare meglio gli strati di Siliskin. Inutile dire che la stesura dell’Epoxy fa perdere un minimo di tempo ma, se costruiamo in serie e prepariamo almeno una decina di ami, è totalmente insignificante.



3 – Tagliare una striscia di Siliskin Metallic Silver (o similare) larga circa 2,5 cm e lunga 2,5 volte la lunghezza dell’amo ed appoggiarla sul tavolo senza rimuovere il supporto su cui è incollata.



4 – Tagliare una striscia di Siliskin Metallic Blue o Green Splash, larga 0,5 cm e lunga pochi mm più di quella Silver.



5 – Rimuovere il supporto dalla strisciolina Metallic Blue ed appoggiarla esattamente al centro della striscia Silver.



6 – Rimuovere il supporto dalla striscia Silver ed appoggiarla al dorso dell’amo, facendo attenzione che la strisciolina Blue sia perfettamente centrata.



7 – Chiudere con le dita, facendo attenzione a non tirare il Siliskin e a non creare bolle d’aria e quindi tagliare con le forbici per ottenere la forma voluta.



8 – Attaccare gli occhi adesivi piatti su entrambi i lati del corpo e, con un pennarello indelebile, segnare le branchie.



9 – Tagliare una striscia di Siliskin Mother of Pearl di dimensioni un po’ superiori a quelle della striscia Silver, togliere il supporto protettivo ed appoggiarla sul piano di lavoro con la parte adesiva verso l’alto.



10 – Appoggiare la nostra imitazione sulla striscia Mother of pearl e quindi chiudere facendo ancora attenzione a non tirare e a non creare bolle d’aria.



11 – Rifinire con le forbici per ottenere la forma finale e procedere alla legatura, in prossimità dell’occhiello, con un filo Orvis G clear oppure Danville Fine Clear. Bloccare la legatura con una piccola goccia di cianoacrilica ed il nostro GM è pronto per essere utilizzato.





Seguendo i passaggi step by step potreste comunque incontrare alcune difficoltà che, avendo già affrontato, tento di evitarVi.
Il Siliskin è un materiale piuttosto ostico e, non appena si toglie la pellicola dal suo supporto, si appiccica alle dita ed a tutto quello che sfiora. Non solo, se le forbici non sono perfettamente pulite ed hanno anche un minimo residuo di siliskin si attaccano al materiale rovinandolo.
Per risolvere questo problema è sufficiente mettere sul piano di lavoro un bicchiere pieno d’acqua e lasciarci le forbici immerse tra un taglio e l’altro e per inumidirsi leggermente le dita prima di maneggiare il Siliskin. NB Attenzione che quando è bagnato non si incolla per cui evitate di inumidire parti della pellicola che devono aderire.

Il secondo problema nasce dall’esigenza di evitare fastidiosi arricciamenti o piegature dell’artificiale e la formazione di bolle d’aria tra i diversi strati di Siliskin.
Per ovviare a questo inconveniente basta ricordarsi di non tirare mai il materiale. E’ molto elastico ed è naturale cercare di tirarlo per ottenere superfici migliori ma, così facendo, si ottiene esattamente l’opposto e, quando si tolgono le dita si vede l’artificiale arricciarsi a coda di porcello.

Date queste poche dritte per ottenere un Gummy Minnow degno di questo nome non mi resta che augurarVi buona costruzione, buon divertimento e, come sempre, tutti a pesca !!! (scusate, mi sono lasciato influenzare dal mio Amico Matteo SkyFalchis).



Fabrizio Moglia