La prima canna da mosca



L’acquisto d’una canna per la pesca a mosca è un'occasione importante ed è una delle scelte più difficili per un Pam, soprattutto se privo d'esperienza.
Il mercato odierno offre molteplici soluzioni che spesso creano all’acquirente più smaliziato, qualche difficoltà.
Le poche righe che seguono non vogliono essere la bibbia per la scelta d’una canna ma semplici e, spero, chiare indicazioni che possono aiutare almeno chi è alle prime armi.
Cominciamo con il capire come viene costruita una canna.

IL PROGETTO:

Determinazione delle caratteristiche dimensionali:


Lunghezza dell’attrezzo

Le canne sono classificate in lunghezza secondo l’unità di misura lineare Inglese, in piedi ( ' ) e sue frazioni in pollici ('').
(Il pollice misura 25,4 mm e un piede è composto di 12 pollici).


Potenza dell’attrezzo

Classificata, secondo l’unità di misura delle code.

La tabella sotto riportata indica il peso d’una coda di topo ( metodo di classificazione A.F.T.M. adottato da tutte le case costruttrici nei primi 30 piedi - 9,15 m - di lenza).


N° coda
Peso in grammi
1
3,8
2
5,2
3
6,5
4
7,8
5
9,1
6
10,4
7
12,0
8
13,6
9
15,6
10
18,1




Tecnica di utilizzo dell’attrezzo

Secca, ninfa, streammer, ecc… che sostanzialmente definisce il tipo d’azione che dovrà avere la canna.



Studio di fattibilità dell’attrezzo

In questa fase viene determinata la scelta del profilo mandrino più adatto alle caratteristiche progettuali e la scelta dei materiali, normalmente fibre di carbonio a basso e/o alto modulo assieme ai relativi profili di taglio che comporranno la canna.
Il diametro e la conicità del mandrino sono elementi decisivi per il dimensionamento della nostra canna e per la scelta dei materiali che dovranno essere utilizzati.




LA COSTRUZIONE:



Taglio del carbonio

Avvolgimento dei vari strati di carbonio sul mandrino.

Avvolgimento ultimo strato di carbonio sul mandrino e rullatura.

La nastratura.

Il trattamento termico in forno.

Estrazione del mandrino.

Grezzi pronti per la rettifica.

Rettifica.

Particolari del grezzo dopo: Trattamento termico, Rettifica e Verniciatura.

Banco di legatura e montaggio anelli.

La canna finita.



Taglio del carbonio



Avvolgimento 1° strato di carbonio su mandrino.



Avvolgimento 2° strato di carbonio su mandrino.



Avvolgimento ultimo strato di carbonio e rullatura su mandrino.



La nastratura.



Il trattamento termico in forno



Estrazione del mandrino



Grezzi pronti per rettifica



Rettifica



Particolari del grezzo dopo:
Trattamento termico
Rettifica
Verniciatura




Banco di legatura e montaggio anelli



La canna finita



A questo punto abbiamo ottenuto il prototipo della nostra canna.
E' opportuno produrre per ogni prototipo di canna almeno tre campioni.
Ogni serie sarà realizzata utilizzando tipi e rapporti di carbonio diversi tra loro.


TEST STATICI E DINAMICI DI VERIFICA


Per prima cosa si controllerà la corrispondenza tra il prototipo ottenuto e i dati di progetto con una serie di test che prevedono la messa in curva della canna per mezzo di pesi calibrati in rapporto alla potenza e la tecnica di utilizzo richiesti.
Completati i test statici si procede al controllo dinamico con la coda, che sarà anche di due o tre numeri superiori a quella di progettoe sottoponendo l’attrezzo a volteggi e lanci eseguiti al fine di sollecitare il prototipo fino ai limiti di rottura.
Durante il test vengono incrociate le serie di pezzi per controllare quale possa essere il rapporto migliore in termini di reazione e rapidità di risposta alle forze applicate.
Il test dinamico è l’unico affidato direttamente all’operatore ed alla sua sensibilità che dovrà decidere se prototipo sia corrispondente al progetto.
Potrà essere necessario ottimizzare il prototipo, per avvicinarlo il più possibile alle caratteristiche progettuali, modificando alcune parti della canna, ed ecco perché avere più pezzi simili tra loro facilitano l’individuazione delle modifiche da eseguire.
Tutte queste operazioni, portano all’approvazione di un profilo di canna con il quale si potrà procedere alla produzione di serie


COME SCEGLIERE LA PRIMA CANNA


Ritornando alle prime righe di questo articolo vediamo ora come individuare le caratteristiche che dovrà avere il nostro attrezzo.

Acquistare un canna economica o di marca?

La scelta è personale ed è legata alle disponibilità finanziarie. In entrambi i casi esistono vantaggi e svantaggi.
Le canne economiche non incidono sul nostro budget, ma sono realizzate con materiali di scarsa qualità e quindi, nel caso decidessimo di abbandonare la pesca a mosca, non riscontreranno interesse nel mercato dell’usato.
La canna di marca di contro è costosa ma la qualità dei materiali utilizzati è sicuramente alta e trova facilmente collocazione nel mercato dell’usato.
Una buona possibilità è l’acquisto d’un usato di marca soprattutto se si conosce il proprietario, e si è certi delle cure ed attenzioni di cui la canna è stata oggetto..
Le canne di qualità d’ultima generazione, grazie all’utilizzo conguinto di fibre di carbonio, a medio e alto modulo, unito ad altre fibre ha ridotto notevolmente la quantità di materiale utilizzato, ottenendo pesi sempre più contenuti ed un incremento notevole della loro rapidità.
L'utilizzo di questi nuovi compositi ha permesso di ridurre le conicità e i diametri di costruzione delle canne.



Un diametro minore determinerà una riduzione dell’ attrito dovuto alla penetrazione nell’aria della canna durante tutte le fasi del lancio e una bassa conicità unita all’alta rapidità ci permetterà d’avere una canna sfruttabile in tutta la sua lunghezza variando a nostra necessità il caricamento dal tallone alla vetta.
E’ importante anche sapere che non vengono realizzate canne costruite solo ed esclusivamente con fibre di alto e/o altissimo modulo, perché, benché siano disponibili moduli di carbonio anche più elevati di quelli generalmente utilizzati, non è possibile rendere compatibili queste fibre alle sollecitazioni a cui è soggetta una canna da mosca.

Quali caratteristiche e dimensioni?

La lunghezza e la potenza delle canne spazia dalle leggerissime canne da 6 piedi alle pesanti 15 piedi a due mani ed anche oltre, con potenze comprese tra la coda 1 e la 16. Chiaramente le misure estreme sono dedicate ad azioni di pesca e/o ambienti acquatici specifici come torrenti e rii di montagna con vegetazione anche estesa in alveo dove canne corte, fino alle 7’,6” – 8’, ci consentiranno una maggior facilità di volteggio e libertà di movimento, o i grandi fiumi da salmone dove le canne a due mani ci permetteranno di realizzare passate di pesca molto ampie ed un controllo di coda ottimale grazie alla loro lunghezza.
Tralasciando le condizioni più estreme e concentrandoci alle condizioni medie d’utilizzo,
ci rivolgeremo ad una canna, che essendo la nostra prima ed unica canna, ci dovrà permettere di pescare in ambienti acquatici diversi tra loro, dal torrente al fiume, e possibilmente eseguire più tecniche di pesca, dalla secca alla ninfa senza precluderci la possibilità di utilizzare anche qualche piccolo streamer.
Sono quasi certo di non sbagliare consigliando una canna di 9’con azione progressiva (center mid-flex action) con buona rapidità per una coda WF del 5.
Nel caso si pensi di frequentare maggiormente torrenti di piccole e medie dimensioni la lunghezza può scendere a 8’,6” con una coda del 4 e di 9’,6” se ci rivolgeremo ad ambienti acquatici di maggiore estensione.
Perché una coda WF e non una DT?
I primi lanci sono sempre i più difficili, ed avere una coda che ci aiuti a sentire maggiormente il caricamento della canna ci permetterà di gestire meglio i tempi del lancio.
Le code WF d’ultima generazione pur mantenendo inalterate le caratteristiche progettuali originali hanno modificato radicalmente il loro profilo fino ai modelli long belly che ci permetteranno pose delicate e controllo di coda equivalenti alle DT.



Alberto Sangiorgio

Ringrazio il Sig. Aldo Silva della Modern Flies per la collaborazione prestatami e per aver consentito la realizzazione delle immagini.