FINALI

Il finale è spesso sottovalutato ma è quel sottile cordone ombelicale che unisce la fine della coda alla mosca, quindi il contatto diretto tra noi e il pesce.
La prima suddivisione tra le tipologie di finali esistenti è quella tra finali conici e finali a nodi.
Quale sia meglio è del tutto discutibile e soggettivo per cui ci si limita a rimarcare le caratteristiche di entrambi.
Il conico ha il vantaggio di non avere nodi che, per quanto piccoli, offrono un minimo attrito all’aria e sono uno dei punti in cui facilmente si incastra la mosca a causa di un tailing loop o di una azione non perfetta. Il rovescio della medaglia è che non si possono modificare a piacere ma semplicemente allungare o variare il tippet.

I finali a nodi hanno, come detto in precedenza, il piccolissimo handicap dei nodi stessi ma il grande pregio di permettere tutte le modifiche possibili ed immaginabili come sarà molto evidente nel proseguo di questo articolo.

Per avere un finale si possono seguire 2 strade ovvero comprare finali conici o a nodi già pronti oppure costruirsi un finale a nodi seguendo schemi più flessibili. Tra i finali in commercio esistono varie lunghezze, pochi profili (in termini di rapporto tra potenza e conicità) e questo rende i finali commerciali perfettamente utilizzabili anche se, ovviamente, la costruzione del proprio finale permette di meglio adattarsi alle diverse condizioni di pesca e di adeguarsi a cambiamenti di tecnica in modo molto rapido e senza necessariamente cambiare tutto il finale.

Una piccola considerazione economica prima di entrare nel dettaglio di come assemblare il proprio finale…… costruirsi i finale richiede l’acquisto di parecchie bobine di nylon o fluorocarbo (a secondo dei casi) di molti diametri e la spesa iniziale è decisamente superiore rispetto all’acquisto di qualche finale commerciale. Tale maggior spesa è ampiamente ripagata dopo pochi mesi di pesca.

Detto questo è ovvio che preferisco i finali non “commerciale” pertanto cercherò di spiegare come si realizza un finale in funzione di ciò che si vuole ottenere.

Premessa

Le formule di costruzione dei finali di seguito descritte rappresentano una sintesi della bibliografia classica esistente. In questo senso tali formule sono esemplificative, propedeutiche all’apprendimento corretto delle regole di base per l’autocostruzione.
Adattandole alle proprie capacita’ di lancio ed alle attrezzature usate si ottimizzerà armonicamente l’insieme lanciatore-attrezzo di lancio.

Descrizione

I finali sono composti da:
1. La potenza ovvero la parte più’ vicina alla coda. Essa ha il diametro maggiore e permette la distensione del terminale. Più e’ prevalente percentualmente sulla lunghezza totale del finale più esso si discenderà facilmente.(filo 40/45)
2. Il tratto conico: e’ una parte di terminale costituita da fili di diametro decrescente.
3. La punta o tip: e’ l’ultimo tratto che si collega da un lato alla mosca e dall’altro al tratto conico. E’ solitamente compresa tra diametri del 16 e del 10.
Gli spezzoni sono interconnessi con nodi a doppio barile (blood knot). (vedere articolo I Nodi per la PAM)

I Finali da mosca secca

I finali servono a trasferire l’energia cinetica alla mosca in maniera

- molto efficiente quando si vuole distendere la mosca (lago, fiumi a corrente uniforme, vento contrario)

- inefficiente quando la mosca non deve sopravanzare troppo la coda per limitare i dragaggi (Torrente, fiumi a corrente poco omogenea).


Finali potenti (molto efficienti cineticamente)

Per una corretta distensione occorre privilegiare sezioni di diametri importanti e quindi capaci di non dissipare gli imput ricevuti dalla coda ( e dal lanciatore).
Un finale esemplificativo è costituito da: 60% potenza, 20% tratto conico, 20% tip.

Finali sbilanciati (inefficienti cineticamente)

Sono costituiti in percentuale sulla lunghezza totale da: 40% potenza, 20% tratto conico, 40% tip.

Essendo di primaria importanza la capacità di lancio e’ evidente che, in funzione della propria bravura e quindi della propria capacità di trasferire gli imput al terminale, le percentuali dei tre tratti potranno essere riviste in difetto/eccesso.
Esistono una infinita’ di percentuali intermedie utilizzabili in base ai propri gusti personali. Quelle scelte si basano evidentemente su esperienze personali.


Esempio di costruzione:

Voglio costruirmi un terminale per acque turbolente di 3.70 m. Userò le percentuali sopradescritte per sbilanciati e le moltiplicherò per i metri di terminale. Facendo poi la somma dovrò ottenere, se i calcoli sono giusti , la misura complessiva del terminale.:

1. potenza 40 x 3,7= 148 cm.
2. tratto conico 20x3.7= 74 cm
3. punta o tip 40x3.7=148 cm
4. Verifica:148+148+74=370 cm.

Il tratto conico


Questo tratto e’ deputato a trasferire al tip la forza cinetica in arrivo dalla potenza. E’ costituito da spezzoni di filo di diametro decrescente. La scalarita’ e’ piu’ o meno graduale di nuovo in funzione delle capacita’ di lancio. A titolo esemplificativo si potra’ scalare nell’ordine di 0.05 unita’ fino al filo del 20 (ex. con potenza del 45 avremo fili del 40-35-30-25-20)e di 0.02 unita da questo in poi fino al diametro antecedente il tip finale richiesto (ad esempio con un tip del 10 il tratto conico avrà la parte terminale composta da fili del: 18-16-14-12). Per quanto riguarda le misure dei singoli fili, partendo dal più grande, esso avra’ stessa misura del secondo, il terzo del quarto, questa coppia avra’ lunghezza minore della prima e cosi’ via.
Ex. riprendiamo il terminale descritto nell’esempio di costruzione: tratto conico 20x3.7= 74 cm. Decidiamo di adottare un tip del 14 e potenza del 45. Avremo un tratto conico di (40/35/30/25/20/18/16). Dovremo giostrarci le misure in modo da arrivare a 74 cm. Esistono infinite soluzioni. Una e’ 40/35=15+15, 30/25= 11+11, 20+18=8+8, 16=6.
Sommando avremo:15+15+11+11+8+8+6=74.
Si puo semplificare il numero di spezzoni scalando i diametri sempre di 0.05 unità (ad ex. riprendendo il caso precedente: 40-35-30-25-20-15) come alcune scuole di lancio insegnano.
Consiglio di testare diverse formule di scalarita’ e verificarne l’efficacia per il proprio stile. In caso di capacità di lancio “perfettibili” a volte è meglio conservare maggiore scalarità mantenendo gli spezzoni con salti di 0.02 unita che consentono un trasferimento di potenza migliore.

Terminali antivento

Negli states c’e’ chi sostiene l’efficacia di un approccio ai terminali assimilabile a quello utilizzato per le code. Si costruiscono dunque terminali con potenza decentrata simulando i taper wf.
Questi terminali danno risultati discreti in caso di situazioni di forte vento.

Pollici di diametro filo: 0.017- 0.019- 0.021-0.017-0.015-0.012-0.009-0.007-0.006
Lunghezza in pollici: 18- 32- 40- 20- 16- 12- 12- 12- da 34 a 42

per passare da diametro filo in pollici a centimetri moltiplicare per 2.5 cm (1 pollice 2.5 cm.)
ex. 0.012pollici x 2.5:0.030: filo del 30


I Finali da ninfa
I finali da ninfa sono costituiti da pochi spezzoni se le ninfe sono piombate, con l’avvertenza generale di usare fin dalla potenza fili fini (30/35) per fare affondare molto in fretta la ninfa (i fili piccoli vanno a fondo prima).
Non sono necessarie particolari percentuali in quanto il peso della ninfa e’ solitamente tale da trasmettere senza problemi il movimento e la pesca a ninfa si esercita al meglio su distanze medio corte (da 2 a 5 metri). Qualora le ninfe non siano piombate si utilizzino finali con spezzoni di filo via via piu’ lunghi dalla coda verso l’esca (i fili piccoli vanno a fondo prima) ex. finale di 2,70 m. :30 cm. del 45, 30 del 40, 30 del 35, 30 del 30, 40 del 25, 70 del 22. Lunghezze consigliate:1.8/3 m.
Negli ambiti delle gare di PAM soprattutto nell’est europeo si usano come potenza dei trecciati o fili estremamente rigidi come il nylon stroft. Provati personalmente danno risultati eccezionali in termini di sensibilità sull’abboccate più timide ma possono compromettere i cimini più fragili proprio per la loro estrema rigidità.
La rigidità puo anche essere modificata con shock termici. Se immergete per un paio di minuti i vostri terminali nell’acqua bollente potete ottenere, con certe tipologie di fili, terminali più elastici, ottimali per la pesca a mosca secca su pesci di taglia.
Per meglio sentire le abboccate a ninfa e’ ulteriormente consigliabile unire gli spezzoni con asole che riducono le curvature dei singoli spezzoni.

I Finali da Streamer

I finali da streamer non richiedono, per le nostre acque, grossi sforzi: uno spezzone del 45, uno del 35 e un del 25 di misure uguali per una lunghezza complessiva di 1.80/2 metri e’ piu’ che sufficiente. Il peso dello streamer fungerà da propulsore.