Test Canne Stem


Finalmente la prima recensione di canne da mosca ! Grazie alla Stem è stato possibile realizzare questo primo test a cui, mi auguro, ne seguiranno altri.

Due parole su come è stato effettuato. A seguito Dopo gli accordi presi con l’Amico Emanuele Artico della Stem mi sono state spedite 3 canne che rappresentano le “punte di diamante” della Stem.

Ho preso accordi con alcuni utenti di FlyAge Magazine ed ho spedito 2 delle 3 canne e 1 me la sono tenuta da provare.

Il test è durato mesi perché abbiamo usato le canne in pesca ed in svariate situazioni prima di dare un parere di alcun genere.

Appena terminate le prove e la stesura dei testi da parte mia, di Matteo Zaghi e di Paolo Cazora, le 3 canne sono state rispedite alla Stem che ringrazio ancora per la disponibilità ed a cui vanno i miei complimenti per una linea di prodotti di livello decisamente elevato.

Ma ora spazio ai test!

Fabrizio Moglia


Teleregolabile modello 315M #4-7

Paolo Cazora






La particolarità di una canna STEM sta nel fatto che la stessa si può regolare in lunghezza mediante gli appositi innesti.



E’ sufficiente quindi estrarre o richiudere uno degli elementi per adattare la canna all’esigenza circostanziale e in più potrete lanciare code di diverso peso, in questo caso è risultato uno spettro ben più ampio.

La rifinitura di questa canna è eccellente, ho smontato tutto quello che si poteva e vi posso assicurare che la cura con la quale la canna è stata assemblata è di livello altissimo.



Guardate questa moschetta, è dipinta a mano e non ce ne sono due uguali……..



I passanti sono in ALCONITE® della Fuji® come pure la placca porta mulinello.





Ora veniamo al suo impiego vero e proprio:

La canna è stata testata con code DT 2-3-5 e WF 4-6 (Orvis Wonderline e HLS)

Vi dico subito che sono rimasto molto sorpreso da come questa canna riesce a gestire ogni tipo e numero di coda, vi confesso che all’inizio ero un po’ scettico ma mi son dovuto ricredere.

Innanzi tutto nella sua massima estensione di 9’9” con la DT 5 si gestisce alla grande sia il lancio in over head che in rollè con una grossa ninfa senza che la canna né il timing ne risentano, ed è un vero piacere gestire i mending.




Ma il bello è stato fargli fare la “prova del 9” a secca in ambiente angusto.

Con due pezzi innestati la canna diventa una “settemezzo” il numero di coda che ne uscita fuori alla grande sul medio è stata una DT3.



Con un solo pezzo innestato diventa una 8’7” e con una WF 4 si copre distanza a volontà e diventa una vera e propria “all round” alternabile a secca e ninfa senza problema alcuno.

Con la stessa lunghezza e una WF 6, si lanciano streamers e, per gli amanti del “trenino e S.I. è una vera e propria pacchia.

Le restanti opportunità sono 3 pezzi innestati per una lunghezza totale di 6’3”
E 4 pezzi innestati per una lunghezza totale di 5’1”.; rispettivamente testati con una DT 2.

Con la prima si riesce ancora a gestire un minimo di distanza a patto di non caricare eccessivamente la canna e si ha ancora una ottima precisione di lancio, e l’ultima è opportuna solo per quei fiumetti infrascati dove si pesca con poca coda fuori e i falsi lanci sono ridotti all’osso.

Insomma, io ne sono rimasto entusiasta e, ripeto, ero scettico e non credevo affatto.

Shooting eccezionale, leggerezza, praticità (in pratica la canna la si può tenere montata con tanto di mosca attaccata per gli spostamenti in macchina) e non ultimo è anche bella.



Test Canna Stem mod. SE330M

Premetto che non sono un “tecnico” quindi non mi addentro in caratteristiche specifiche ed in conicità e modulo di grafite. La mia prova vuole essere solo ed esclusivamente da pescatore.


Un paio di considerazioni di carattere “estetico” prima del test vero e proprio. L’attrezzo si presenta molto bene e le finiture sono di eccellente qualità. Le legature sono perfette e gli innesti precisissimi e tutti dotati di O-Ring di buonissima qualità che garantiscono una tenuta perfetta. Le decorazioni ed i marchi Stem molto gradevoli.
Il portamulinello è a scatto. Magari non bellissimo da vedere ma estremamente pratico. L’impugnatura decisamente confortevole.



Ho diviso il test in 2 parti ben precise ovvero, una “teorica” ed una “pratica”.

FASE TEORICA
La fase teorica è stata una serie di prove effettuate sul prato con diversi tipi di code e con canna in diverse lunghezze…… si, in diverse lunghezze perché la Stem SE330 è una teleregolabile che va da un minimo di 6’3” sino a 11’2”.

Il modello Stem SE330M viene dato dal Costruttore con una potenza adatta a coda # 5 sino alla#7 ma per fare una valutazione più ampia ci ho lanciato le seguenti code:

- DT2
- DT3
- WF4
- WF5
- WF6
- WF7
- WF9

E, per tutte le code, ci ho lanciato in tutte le lunghezze di canna previste.

La prima sensazione, a prescindere dalla lunghezza, è stata di un peso significativo ma questo è un dato di fatto per ogni teleregolabile se confrontata con una 2 o 3 pezzi ad innesti. D’altronde la stessa componentistica che rende una telescopica anche teleregolabile aggiunge peso. Del fattore peso Vi riparlerò nella fase di Test Pratico.



L’azione della canna è decisamente spostata verso il vettino sulle misure corte e, gradualmente, si sposta sino ad essere parabolica nelle misure massime. In ogni lunghezza risulta marcatamente rapida.
La potenza aumenta con l’allungamento ed è notevole nella massima estensione, al punto di lanciare agevolmente code ben sovradimensionate rispetto a quella nominale.

Sulle lunghezze minime si lanciano benissimo DT4 e bene la DT3, per la DT2 ho incontrato qualche problema perché non carica l’attrezzo e bisogna velocizzare molto la coda anticipando parecchio.
La WF5 e WF6 si lanciano bene allungano la canna a metà dell’estensione ma non si perde nulla anche sulla lunghezza massima.
La WF7 e la WF8 le ho lanciate bene (meglio la WF7, con la WF8 ho notato un minimo sovraccarico ) sino alla massima estensione e con un timing molto rallentato ed una ammortizzazione elevata.
La WF9 mi è sembrata eccessiva.

Parlando di timing ho notato (bella scoperta eh ?! J ) che si deve adattare molto alla lunghezza ed al tipo di coda. Se si pensa di lanciare sempre con lo stesso timing, variando code e lunghezze, non si ottiene un grande vantaggio dall’impiego di una teleregolabile.

FASE PRATICA.

Questa fase si è svolta esclusivamente in pesca ed è stata effettuata in ambienti diversi e più precisamente:

- Grande fiume di pianura
- Torrente di fondovalle
- Torrente alpino

Devo dire che l’utilizzo in pesca mi ha fatto subito dimenticare quel tantino di peso in più rilevato durante la fase teorica.

Vediamolo ambiente per ambiente.
Nel grande fiume di pianura ci ho pescato l’aspio a streamer durante il periodo estivo. Ho impiegato una coda WF5 intermediate e la canna nella sua massima lunghezza. Il grande vantaggio è stato quello di avere un attrezzo molto lungo che, pur rimanendo canna “one hand”, offre performance di lancio simili a quella di una canna “double hand”. Punto fondamentale è la possibilità di fare distanze significative con pochissimi falsi lanci e tanto shooting che, per questo tipo di pesca, è davvero importante.



Nel torrente di fondovalle ci ho pescato trote e temoli passando dalla ninfa allo streamer con code DT4 e WF5. L’ho provata in tutte le lunghezze e, anche qui, ho trovato le massime prestazioni nelle misure più lunghe che consentono un perfetto controllo della passata ed un lancio facile e comodo in entrambe le tecniche.
Ho provato a pescarci anche a secca e va benino ma non nasce certamente per questa tecnica in questo ambiente.

Nel torrente alpino ho apprezzato al top tutta la poliedricità di questo attrezzo. Ho fatto alcune uscite portandomi appresso la Stem mod. ed un mulinello caricato con coda DT3, uno con WF4, uno con una WF5 e con WF6. Ovviamente potevo ridurre al minimo l’attrezzatura utilizzando un solo mulinello e bobine di ricambio.



Ho pescato vari torrenti in Valle d’Aosta ed in varie condizioni ma, in tutte le uscite, mi sono imposto di provare a secca, a ninfa ed a streamer. Ebbene, proprio in queste situazioni mi sono innamorato della Stem SE330 Passare da una canna di meno di 6’ agli 8’ circa con coda leggera e mosca secca permette di affrontare gli ambienti più impervi ed infiascati con la massima facilità. Sulle misure minime, la canna è estremamente rapida e permette tutti i lanci specifici per queste acque.
Interessante è passare da una serie di buchette e sottoriva tipicamente da secca, al bucone profondo, sicuramente più redditizio a ninfa o a streamer. Nella maggior parte dei casi non c’è nemmeno bisogno di cambiare coda ma è sufficiente allungare la canna sino alla lunghezza voluta (per esempio 9 o 10’) e montare una ninfa per affrontare con facilità il bucone. (ovviamente non entro nei dettagli del finale specifico). Idem come sopra per la ninfa.

Ma, sempre nello stesso ambiente, se decidessimo di pescare seriamente a streamer (magari per un incontro importante durante il coup de soir o per un improvviso intorbidimento dell’acqua) è questione di un attimo cambiare coda (montando, per esempio, un WF5 o WF6 con punta affondante) e tentare il grande incontro a streamer.



Durante la fase pratica ho avuto la fortuna di incontrare alcuni pesci piuttosto robusti e mi sono serviti per capire come si comporta la Stem mod. durante il salpaggio. Ne esce comunque bene anche se, ovviamente, sulle misure lunghe riesce ad assorbire meglio le sfuriate e lavora da sola. In particolare, su trote e temoli, nelle misure lunghe, basta tenere la canna nella giusta angolazione ed il pesce arriva sotto i piedi da solo. Ho fatto anche un esperimento strano durante la pesca all’aspio. Avendone allamato uno belloccio con canna non tutta allungata, ho provato ad estenderla durante il combattimento………certo, è una caratteristica più da Roubasienne che da Mosca ma che Vi devo dire? A me è risultato utilissimo.



Insomma, avrete capito che il mio personalissimo giudizio da pescatore sulla Stem SE330 è risultato molto positivo.

Concludo ringraziando la Stem per aver messo a disposizione le attrezzature per il test
!

Fabrizio Moglia


Test Canna Stem mod. 330P


Descrizione.

Una canna teleregolabile decisamente poliedrica, con finiture eccellenti (a parte il portamulinello che, pur essendo molto pratico, non mi appaga completamente) , fornita in una bellissima custodia e particolarmente adatta alle “trasferte”. A seguire alcune immagini dei particolari:



Gli innesti che la rendono teleregolabile sono perfetti ed eseguiti senza alcuna tolleranza.


Da sottolineare la dimensione minima del vettino che risulta però decisamente robusto.


Il portamulinello, l’unico particolare che, volendo, potrebbe essere migliorato.



Le caratteristiche.

Di seguito le caratteristiche tecniche della canna che, non essendo un tecnico, ho ripreso da quelle dichiarate dalla Stem.

La 330 P è una teleregolabile per code #4 e #5 con lunghezze di:

- 6’5”
- 7’7”
- 8’9”
- 10’1”
- 11’2”

E’ facilmente intuibile che il grande range di lunghezze permette di pescarci a secca nel torrentino infrascato come nel grande fiume a ninfa. E’ un attrezzo per code leggere decisamente polivalente che permette di affrontare una giornata intera con la stessa canna, passando tranquillamente dalla secca alla ninfa e allo streamer.

L’azione.

La Stem definisce la 330 P una canna ad azione parabolica ma, a mio avviso, l’azione è da rapportare all’estensione della canna per cui l’ho trovata parabolica a 11’2” e 10’1”. Scendendo a 8’9” l’azione diventa midflex (giusto per usare un termine anglofono) mentre a 7’7” e ancor più a 6’5” l’azione è decisamente di punta.

Sfruttando la maggior leva delle lunghezze superiori e giocando sull’azione parabolica (nelle massime estensioni) si lancia in modo rilassato e si fa distanza senza problemi e con pochissimi falsi lanci. Molto shooting e azione di pesca gradevole.

Nelle misure più corte (6’5” e 7’7”) è un ottima canna da secca che si fa perdonare quel poco di peso in più, rispetto ad una 2 pezzi tradizionale, con una azione di punta, decisamente rapida che permette di gestire molto bene una coda veloce in spazi angusti.


La prova in pesca.

L’ho provata a secca, a ninfa e a streamer catturando discreti pesci con tutte le tecniche. Pur avendo un vettino molto sottile devo ammettere che non è affatto fragile. Con lo streamer ho pescato con finali superiori allo 0,20 ed ho recuperato alcune iridee al limite di rottura del monofilo. Ebbene la canna ha retto perfettamente.

Ho fatto anche un esperimento che mi stuzzicava. Pescando trote a secca con finale molto sottile ho provato ad allungare la canna durante il combattimento ed ho avuto una piacevole sorpresa. Quando si hanno in canna pesci grossi con finali sottili, avere qualche spanna di canna in più da far lavorare aiuta non poco e credo che sia una buona soluzione per tentare di risolvere quelle poche e insperate situazioni in cui ci si trova alle prese con esemplari sopra le aspettative.

Un paio di considerazioni sul lancio anche se non sono certo un “professionista” in tal senso.
La canna viene data per coda #4-#5 e la scelta è davvero centrata. Sulle misure più corte lancia bene sia la 4 che la 5 ma la #4 risulta molto più gradevole.
Al contrario, con la massima estensione, fatica un po’ a caricarsi con la #4 ma è perfetta con la 5#. Influenzato da Fabrizio Moglia (che ha provato l’altro modello con tutte le code) ho voluto lanciarci qualche coda diversa da quelle dichiarate e ci ho provato la WF6 a tutte le lunghezze di canna. Basta rallentare un po’ il timing e si lancia benissimo anche quella, soprattutto alle lunghezze superiori ma, in ogni caso, non ha avuto problemi di vettino neanche alla lunghezza minima.

M. Zaghi