Cheppia (Alosa Fallax Nilotica)

E’ uno dei pochissimi pesci anadromi presenti nelle nostre acque. La forma è allungata e compressa forma allungata e piuttosto compressa lateralmente.La colorazione è verde-azzurra sul dorso, argentata sui lati e bianca sul ventre. E’ presente una serie di macchie scure nella porzione compresa tra la linea laterale ed il dorso. Il ventre ha un profilo molto slanciato e la pinna ventrale leggermente tagliente. L’occhio è dotato di una pellicola membranosa protettiva. Il culmine del ventre è cosparso di dentelli sporgenti ed appuntiti. Questa particolare caratteristica è definita carenatura ventrale. La descrizione è simile a quella dell’agone che, come detto, è praticamente identico.
La taglia massima arriva e supera i 70 cm ed il peso sino oltre i 3 kg anche se, su alcuni vecchi testi, si legge di cheppie superiori ai 4 kg.

Risale molti fiumi che abbiano ancora caratteristiche idonee alla riproduzione ed è reperibile in Magra, Vara, Serchio, Ombrone e Tevere (quelle risalenti dal Tirreno) e in Po, Taro, Adda, Brenta, Piave e Adige (quelle risalenti dall’Adriatico). Quando entra in fiume vive in branchi numerosi e staziona volentieri in acque a corrente vivace. (anche se non è una regola fissa). La risalita avviene in concomitanza con la riproduzione e parte dal mese di marzo e, in alcuni fiumi, si protrae sino ad agosto.
In nutre di piccoli pesci quando staziona in mare e la letteratura vuole che non si alimenti quando entra in fiume il che è praticamente da escludere considerando che quelle del Po, per esempio, stazionano in acqua dolce per almeno 4 o 5 mesi.
La pesca della cheppia con la mosca rende parecchie catture e, spesso, di buona taglia. Ha un’ottima difesa (soprattutto quando appena entrata in FW) ed offre giornate di intenso divertimento.
Si pesca prevalentemente vicino al fondo o a mezz’acqua con streamer piccoli e medi recuperati a buona velocità. Anche per la cheppia sarà pubblicato un articolo che approfondirà la tecnica di pesca e le attrezzature necessarie.