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Cheppie
Per una volta ho deciso di fare uneccezione e torno a scrivere di acqua dolce. Si, avete letto bene, ho detto acqua dolce anche se mi limiterò a parlarVi di quello che anni addietro veniva definito il salmone dei poveri. Lunico pesce anadromo oggetto di pesca sportiva presente nei nostri mari e, in risalita, nei nostri fiumi: la cheppia. (Alosa fallax)
Più che del salmone dei poveri sarebbe corretto parlare del tarpon di casa nostra. Appartiene infatti alla stessa famiglia (clupeidi) ed ne ricorda molto le fattezze anche se in scala ridotta.

E un pesce che conduce vita marina ma che entra in acqua dolce per la riproduzione ritornando ogni anno negli stessi siti. La deposizione avviene nei mesi primaverili, la schiusa delle uova avviene dopo alcune settimane ed il periodo di incubazione varia molto da un fiume ad un altro in funzione della temperatura dellacqua. Gli avannotti rimangono nel fiume per tutto il periodo estivo e ritornano al mare nei mesi di settembre/ottobre quando hanno raggiunto una lunghezza di 5/7 cm.
La taglia massima raggiungibile dalla cheppie è di circa 1 kg per i maschi e di circa 3 kg per le femmine anche se, saltuariamente, vengono catturati esemplari di taglia superiore.
Come tutti i pesci marini ha una forza notevole e risulta un combattente di tutto rispetto.
Dove e quando cercarla
La cheppia è massicciamente presente nei nostri mari dove, talvolta, viene catturata anche dai trainisti e risale molti corsi dacqua per la riproduzione. Ha un ciclo vitale molto simile a quello dai salmoni e lunica vera differenza è che un gran numero di esemplari riesce a ritornare al mare dopo laccoppiamento.
In Italia risale molti fiumi del nord, del centro e, credo, del sud. Non ci sono mai stato ma mi hanno assicurato che risale anche un fiume sardo ed uno corso.
I fiumi che si prestano per la riproduzione della cheppia devono avere una media o grande portata, corrente piuttosto sostenuta e vaste zone di fondo ghiaioso. Le zone ghiaiose in corrente rappresentano gli areali di frega della cheppia.
Sul versante tirrenico si incontrano in Magra, in Vara, in Cecina, in Serchio, in Arno, in Ombrone, in Tevere e in alcuni altri fiumi minori.
Sul versante adriatico risalgono lAdige, il Piave, il Tagliamento e soprattutto il Po ed alcuni suoi affluenti tra cui Taro e Adda offrono le risalite più copiose.

Sino a qualche anno addietro risalivano in parecchi altri affluenti ma gli interventi delluomo e hanno bloccato le migrazioni. Alcuni testi del 1800 parlano delle cheppie a Torino, sino alla metà del secolo scorso arrivavano numerosissime alla diga di Casale Monferrato. Oggi la diga di Caorso, poco a valle di Piacenza è un ostacolo insormontabile e tutti gli affluenti a monte quali Scrivia e Trebbia, per esempio, non vedono più la risalita dellalosa. I tanti nomi dialettali (Cipia per il Piemonte, Cepa per la Lombardia, Salacca o Cipra per la Liguria, Ceppa o Sardon per il Veneto, Lasa o Alaccia per la Sicilia, Boga o Laccia per la Sardegna) dimostrano che la diffusione della cheppia è o era ben superiore a quanto risaputo.
Il periodo di risalita varia molto da una zona allaltra e da un anno allaltro ma, in ogni caso, la stagione è, normalmente, piuttosto prolungata e, nelle annate buone, si possono pescare cheppie da metà marzo sino a tutto luglio.
Sul versante tirrenico le prime risalite si registrano nel periodo che va da metà marzo a metà aprile ed il picco, normalmente, si ha intorno ai primi giorni di maggio.
Quelle in risalita dal versante adriatico si cominciano a catturare ad inizio aprile (certi anni anche prima) in Taro e, a seguire, in Po e in Adda. Il fatto che il Taro disti circa 400 km (via acqua) dal mare e considerando che la cheppia rimonta di 4/6 km al giorno fa intuire che lentrata in acqua dolce inizi molto prima dallAdriatico che dal Tirreno.

I punti dei fiumi in cui tentare la cheppia sono molti e sono rappresentati dalle buche in cui la corrente rallenta, per farla breve le vere e proprie pools. Difficilmente si trovano in acque lisce o in piena corrente ma quasi sempre nel punto esatto in cui una forte corrente entra in una buca e si placa. In quel punto si trova uno scalino e buona parte delle cheppie staziona proprio in quei punti.
Ho parlato volutamente di stazionamento per fare un distinguo rispetto alla risalita. In alcuni punti può capitare di vedere frotte di cheppie in rimonta ma quando risalgono viaggiano come dei treni, non si fermano e NON mangiano per cui è inutile insistere. I punti di stazionamento invece (quelli descritti in precedenza) offrono discrete garanzie di successo.

Unultima considerazione sugli orari di pesca mi pare doverosa. Le cheppie si possono catturare durante lintera giornata anche se il maggior numero di abboccate le ho sempre avute al mattino presto e prima del tramonto, in particolare le grosse femmine si muovono più volentieri in condizioni di luce ridotta. Spesso capita di arrivare in una pool allalba, iniziare a pescare con catture a ripetizione per vederle scemare gradatamente con il passare delle ore. Normalmente è dovuto a due fattori ovvero la tendenza delle cheppie a cacciare meno nelle ore centrali ma anche al disturbo arrecato dalla coda che sbatacchia sullacqua e dalle catture. In genere è sufficiente smettere e lasciar riposare il posto per una ventina di minuti per rivedere delle abboccate.
Tecnica di pesca
La pesca è apparentemente semplice ed è tendenzialmente pesca a streamer. Basta lanciare e strippare ? Più o meno ma con alcuni importanti accorgimenti che fanno la differenza in termini di catture.
La prima e fondamentale cosa è la scelta del posto migliore. Sembra lapalissiano ma non lo è affatto. Spesso capita di arrivare ad una pool, vedere le cheppie gobbare e, in preda alla fregola alieutica , di entrare in acqua ed iniziare a lanciare alla ca
.. a casaccio.
E importante guardare il giro di correnti ed individuare le postazioni che ci permetteranno di far passare la mosca esattamente a lato della corrente principale oppure di fargliela attraversare. Qualcuno sicuramente sosterrà che tanto si ovvia alla postazione con la capacità di lancio e a quel qualcuno mi si consenta di rispondere che sono bufale. Pescare la cheppia vuol dire pescare sotto con code e running lines che viaggiano decisamente dentro lacqua quindi molto in balia della corrente e non cè lancio a supercazzola che tenga; bisogna essere nella posizione giusta !!
La seconda cosa è definire il nostro possibile obbiettivo che difficilmente si manifesta. Bisogna quindi capire dove probabilmente si trova il branco e dove lanciare la nostra mosca per far si che, durante lo stripping, transiti esattamente in quel punto. Anche in questo caso va tenuto ben presente il giro delle correnti per far arrivare lartificiale nella giusta postazione ed alla profondità voluta. Per chi pesca abitualmente a streamer il discorso è semplice ma chi prova la cheppia arrivando da unesperienza da secchista o ninfaiolo il tutto si complica perché lazione della corrente agisce su tutta la coda fuori dal vettino.

Appurato la postazione da cui lanciare ed il punto in cui proiettare lartificiale possiamo iniziare lazione vera e propria. Si lancia e si lascia affondare leggermente (o tanto a seconda della corrente e della profondità) quindi si inizia a strippare a velocità molto sostenuta cercando di accelerare ulteriormente durante il passaggio nel punto caldo. La cheppia è un pesce di mare e come tutti i pesci salati sviluppa una velocità ed una propensione ad attaccare prede veloci più di ogni pesce dacqua dolce. Ecco che lo stripping non sarà mai troppo veloce.
Stripping veloce quindi ma con laccortezza di considerare limpatto della corrente che, trascinando la coda verso valle, tende ad aumentarne parecchio la velocità. La corrente può influire in modo molto diverso a secondo della postazione di pesca. Se, per esempio, peschiamo dal centro della corrente, dove questa entra nella pool, lanciando verso valle e strippando a risalire non avremo alcun trascinamento e nessuna accelerazione aggiuntiva per cui potremo strippare velocissimi. Se invece ci troviamo a pescare da un lato della corrente e dobbiamo lanciare le mosche nella zona morta opposta per poi far attraversare la corrente stessa ci sarà un trascinamento tanto veloce quanto è veloce la corrente al punto che, in alcuni casi, non serve nemmeno strippare ma basta lasciar trascinare la coda e le mosche dalla corrente.

Il recupero va fatto con la punta della canna in acqua e quanto più in linea possibile con la coda per ridurre gli attriti della corrente sulla porzione di coda emersa, per avere una ferrata immediata e per aiutare tutto il complesso a lavorare più in profondità.
Labboccata della cheppia è, solitamente, netta e si manifesta con uno stop della mosca deciso. Se mangiano bene la ferrata non serve a nulla ed è sufficiente alzare la canna ed iniziare il recupero. In alcuni casi mangiano delicatamente ed allora occorre una ferrate decisa e veloce fatta con la mano che tiene la coda.
Quando si incanna la prima cheppia significa che abbiamo trovato lequilibrio tra posizione di pesca, zona di posa della mosca, affondamento, angolazione e velocità di recupero e, soprattutto, che le cheppie sono entrate in attività. A parte questo ultimo elemento non imputabile al PAM tutti gli altri devono essere metabolizzati allistante e ripetuti perché, ripetendo il tutto nello stesso identico modo, cominceremo a catturare con una certa continuità.

Il recupero del pesce deve essere il più rapido possibile per evitare troppo stress alla cheppia che, essendo un pesce delicatissimo, risente enormemente recuperi lunghi. Per salpare il pesce nel minor tempo possibile si possono usare finali decisamente robusti che non limitano comunque il numero di abboccate.
La slamatura deve essere altrettanto veloce, meglio se direttamente in acqua. Limpiego di ami senza ardiglione aiuta parecchio e con luso di una pinza il tutto risulta facilissimo.
Attrezzatura
Come detto in precedenza si pesca sempre sotto e quasi sempre in zone di corrente forte per cui occorrono code in grado di scendere rapidamente e tenere bene la corrente per cui si è costretti ad utilizzare attrezzature sovradimensionate rispetto alla taglia dei pesci.
La canna ideale è una 9 o 96 per #8 con azione rapida ma non completamente di punta. La lunghezza aiuta per raggiungere maggiori distanze con minor sforzo soprattutto quando si pesca in wading profondo o da postazioni che richiedono lanci particolarmente lunghi.
Il mulinello non ha nessuna importanza ed è sufficiente un qualunque tipo di attrezzo in grado di contenere la running line e la coda. Proprio in funzione del combattimento ridotto ai minimi termini non servono frizioni evolute o accorgimenti particolari
.. va bene un banalissimo raccoglitore di coda.
La coda più impiegata è una Shooting Head del #9 dal IV° al VI° di affondamento. In alcuni casi particolari, per esempio ad inizio stagione con livelli alti, queste code non bastano e servono linee particolari definite Lead Core; sempre delle Shooting Head ma dal peso molto più elevato.
Sotto la Shooting Head va montata una running line. Ce ne sono di vari tipi (qualcuno usa del normalissimo filo in nylon di grosso diametro) ma quelle più funzionali sono delle piattine di nylon che offrono un notevole vantaggio nel tagliare meglio lacqua ed opporre meno resistenza alla corrente. Il risultato è un maggior affondamento. Laltro grosso vantaggio delle piattine è che non fanno nessun attrito sugli anelli e in aria permettendo lanci più lunghi grazie ad uno shooting notevolissimo. Ci sono vari prodotti presenti sul mercato ma quelli cha vanno per la maggiore sono il Cobra della Cortland o lanalogo prodotto della Orvis. Sono prodotti venduti in libraggi da 20 o 30 lbs. Il 30 è nettamente migliore per una minor tendenza ad imparruccare.
Se il Cobra offre parecchi vantaggi presenta anche un paio di inconvenienti rispetto ad una running line tradizionale. In primis tende ad imparruccare parecchio per cui è utile estrarre del mulinello solo quello che effettivamente ci serve per arrivare a bersaglio e nulla di più; in secundis taglia lacqua ma anche le dita e lunico sistema per pescarci tranquillamente è limpiego di un guanto da stripping o di un ditale in neoprene.
Il finale è molto semplice e può essere uno spezzone di 150 cm di conico più un tippet di 100 cm in fluorocarbo non inferiore allo 0,30. Questo diametro è utile per forzare molto il pesce in canna e ridurre lo stress da cattura. Con acque alte è possibile salire sino allo 0,40.
Laddove la norma consente si può utilizzare un finale con 3 mosche semplicemente allungando il tippet a 150 cm e legando la prima mosca in testa, le altre 2 su braccioli di una decina di cm ottenuti tramite un semplice blood knot a cui lasciare una eccedenza più lunga.
Artificiali
Questo argomento è molto ampio e, per ovvie ragioni di spazi editoriali, cercherò di schematizzare al massimo.
Lelemento comune a quasi tutte le mosche da cheppia è lala in calf tail bianco o bianco e perlato. La differenza la fa la dimensione ed il colore del corpo che può variare dal bianco al perla, dal rosa al giallo, dal rosso fluo al verde fluo.
Dove è consentita la pesca con 3 artificiali è facile trovare quello che funziona iniziando a pescare con 3 colori diversi per poi indirizzarsi verso quello che regala maggiori catture. In alcuni fiumi (vedi Taro) è consentito lutilizzo di un solo artificiale per cui è più laboriosa la ricerca della mosca ottimale.
Una regola generale è che il corpo perla con ala bianca rende quasi ovunque, le varianti cromatiche diventano necessarie in condizioni particolari quali acqua molto velata dove, nella maggior parte dei casi, il rosso ha una marcia in più oppure con acqua cristallina. In questultimo caso il corpo verde fluo o giallo, sempre abbinati ad ala bianca, sono redditizi.
La dimensione delle mosche può essere piuttosto variabile ma, dopo aver fatto tanti esperimenti, sono giunto alla conclusione che le mosche grosse sono mediamente più efficaci quindi utilizzo artificiali montati su amo 6 e 8.
Un ultimo fattore da considerare e se usare o meno mosche piombate. Ci sono situazioni in cui occorre entrare in stripping non appena la o le mosche toccano lacqua e la corrente non concede tempo per laffondamento. In questo caso le mosche piombate sono di aiuto notevole perché sommano il loro peso (e relativo affondamento) allaffondamento per trascinamento della coda. Verso la fine della stagione i livelli si abbassano notevolmente e spesso capita di pescare in raschi poco profondi; in questi casi meglio lutilizzo di code leggere e mosche non piombate pena continui incagli sul fondo. Di seguito alcuni semplici dressing :
DM W Seducer : amo n°8 gambo medio, filo di montaggio Orvis G Clear, testina in tungsteno o bead head del 3, sottocorpo in floss bianco, copertura in epoxy 5 minuti miscelato a glitter argento e polvere di gesso bianco.
DM Y Seducer : amo n°8 gambo medio, filo di montaggio Orvis G Clear, testina in tungsteno o bead head del 3, sottocorpo in floss giallo, copertura in epoxy 5 minuti miscelato a glitter argento e polvere di gesso giallo, ala in calf tail bianco
DM P Seducer : amo n°8 gambo medio, filo di montaggio Orvis G Clear, testina in tungsteno o bead head del 3, sottocorpo in microciniglia rossa, copertura in epoxy 5 minuti miscelato a glitter argento e polvere di gesso bianca, ala in calf tail bianco
DM Red Head : amo n°8 gambo medio, filo di montaggio Danvill Red, testina in tungsteno o bead head del 3, sottocorpo in microciniglia bianca, copertura in Saltwater flashabou pearl, ala in calf tail bianco
DM Green Special: amo n°8 gambo medio, filo di montaggio Danvill Green fluo, testina in tungsteno o bead head del 3, corpo in ciniglia verde fluo, ala in calf tail bianco.

Considerazioni
Mi sento solo di dare alcune indicazioni aggiuntive per arrecare meno danno possibile a questo splendido pesce. Non dimentichiamo che la pesca alle cheppie si effettua solo quando queste entrano in fiume e, ovviamente, corrisponde al periodo riproduttivo per cui ogni pesce danneggiato rappresenta un riproduttore in meno e ciò è particolarmente grave quando si tratta di una femmina (facilmente riconoscibile per la forma più tozza e la taglia almeno doppia rispetto ai maschi).

Oltre al no kill totale (non si fa neanche fatica visto che, dal punto di vista alimentare, sono una emerita schifezza !) è bene rammentare poche, semplici regole per ridurre il danno:
1 Utilizzo di ami senza ardiglione sempre.
2 Utilizzo di finali robusti e comunque non inferiori al 0,30 per ridurre drasticamente i tempi di recupero.
3 Evitare fotografie in pose plastiche e tenere pochissimo il pesce fuori dallacqua.
4 Smettere di pescarle quando la temperatura dellacqua sale molto ed i livelli scendono al minimo perché queste condizioni aumentano drammaticamente il tasso di mortalità dei pesci liberati.
5 Dopo aver capito bene dove si trovano e come si pescano conviene uscire dal mucchio e cercarsi posti meno frequentati onde evitare assurdi assembramenti in una pool sapendo che ci sono i pesci
.. se ci sono lì quasi sicuramente ci sono anche nelle pools immediatamente a monte o a valle.
Fabrizio Moglia
