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(Bonefish padani)

La frequentazione dei fiumi del piano è diventata una mia mania da alcuni anni a questa parte. Nei periodi giusti, ovvero primavera ed estate, ho speso un sacco di serate alla ricerca di aspi e siluri sino a che, un paio danni addietro, ho allamato per una pinna un grosso barbo che, naturalmente, mi ha sorpreso per la forza durante il combattimento.
Poi ho avuto modo di parlare con un amico spinner del piano che ne aveva già catturati alcuni mentre cercava siluri con gli ondulanti.
Da lì mi fissai che volevo catturare i barbi europei con ninfa o streamer e cominciai a fare esperimenti che, alla fine, mi hanno portato a risultati piuttosto costanti solo durante il 2006.
Intanto il pesce
non si tratta del barbo comune (barbus plebeus) che siamo abituati a vedere nei nostri fiumi (anzi, dovrei dire che eravamo abituati a vedere) ma del barbo europeo (barbus barbus) che credo sia stato immesso parecchi anni addietro.
Morfologia e livrea sono molto simili al barbo nostrano da cui differisce per le dimensioni ed il carattere.
Le dimensioni pare arrivino sino a quasi 10 kg anche se le mie catture più significative non sono andate oltre i 6 kg.
Il carattere è ben diverso ed è molto più propenso del barbo comune ad attaccare piccoli pesci il che lo rende un avversario di tutto rispetto per PAM e Spinner.
Vediamo in quali posti si incontra. Io ho frequentato vari tratti del Po, del Tanaro, del Bormida e dellAdda ed ho riscontrato caratteristiche comuni dei 4 fiumi in termini di presenza dei baffoni. Si trovano sempre e comunque alla fine di profonde spianate, in quella zona di acqua bassa, veloce e uniforme prima che inizi il raschio vero e proprio. In realtà ho scoperto questa cosa quasi per caso in base ad una osservazione primaverile. Nel Po alessandrino avevo notato grosse chiazze chiare sul fondo ciottoloso e, ben sapendo che non potevano essere freghe di marmorate, immaginai che fossero i segni di grufolatori. Inizialmente pensai alle grosse carpe, presenti in quantità poi mi capitò di trovarmi in corrispondenza di quelle chiazze bianche durante un tramonto primaverile e mi resi conto che carpe non erano. Grandi branchi di grossi barbi aspettavano il tramonto per spostarsi in quei tratti di acqua bassa a grufolare e la loro presenza era tradita, in modo evidente, dagli esemplari che andavano in tailing per ghermire qualcosa sul fondo oppure dai tanti esemplari che risalivano lentamente la corrente, lasciando trapelare una scia facilmente visibile, simile a quella di un bonefish o di un redfish che grufola in acqua bassa.

Approfondendo la ricerca mi resi conto che i pesci erano in zone vicine anche durante il giorno, solo meno visibili in quanto stazionavano in acque leggermente più profonde che ne tradivano meno la presenza. Quando parlo di acque poco più profonde intendo dire che alla sera sostavano in circa 20 cm di acqua mentre di giorno stazionavano in 40/50 cm.
E ovvio che un pesce di 4 o 5 kg in 20 cm dacqua, per quanto si muova circospetto, è facilmente individuabile. Bastano 10 0 15 cm di acqua in più per renderlo praticamente invisibile.
I primi tentativi li feci a ninfa pescando su grossi branchi a pochi passi dai piedi. Dopo aver setacciato il fondo del fiume con scarsi risultati (se non per qualche ninfa piatta) andai per tentativi cambiando di continuo taglia, peso e colore. La prima che mi portò qualche risultato fu una ninfa nera su amo 8 il cui dressing è del tutto simile ad un Crazy Charlie, interamente realizzato in marabou nero e con occhi in catenella di piccole dimensioni.
Successivamente mi accorsi che le catture erano così basse rispetto al numero di pesci presenti che, forse, avrei dovuto adottare esche più appealing e provai con imitazioni di chironomo realizzate in Edge Bright arancio fluo. Anche queste mi regalarono qualche bel pesce ma sempre senza la costanza che mi aspettavo.
La vera chiave di Volta arrivo questa primavera, ancora in modo casuale. Stavo pescando in Tanaro con una imitazione di alborella, alla ricerca di aspi, quando arrivò una abboccata violentissima a cui seguì un combattimento lungo e inatteso. Salpai un barbo europeo di oltre 5 kg e la cosa che più mi stupì fu che aveva completamente ingoiato lo streamer. Continuai a pescare nello stesso punto e con maggior convinzione, variando la velocità di stripping in continuazione per capire quale fosse gradita ai barbi e, proprio in questo frangente, mi accorsi della cosa più singolare
lo streamer non andava affatto strippato ma lasciato andare in deriva di fronte ai pesci. Nellarco di un paio dore arrivarono altre 4 abboccate con 2 barbi di grosse dimensioni salpati.
Inutile dire che mi costruii una nutrita scorta di artificiali ad imitazione di arborella e cominciai a perlustrare i tratti interessanti con ancor maggior assiduità
. per quanto possibile J
I risultati sono stati decisamente buoni con una media catture di almeno 1 pesce per ogni uscita.
Questi 2 anni di tentativi mi hanno portato a mettere a punto quella che, per il mio modo di pescare, è lattrezzatura ideale per i grossi barbi.
Tra le varie canne provate quella che mi ha davvero soddisfatto è la Sage Xi2 9#7 che è decisamente rapida ma ha una scorta di potenza infinita e permette di fare distanza e lanciare anche esche piuttosto pesanti. In più devo dire che è un attrezzo molto robusto e non ha dato segno di cedimento nemmeno con i pesci più ostici.
Come mulinelli mi sono trovato molto bene con lAlutecnos XD60 per coda 6, caricato con una coda Orvis Wonderline Intermediate Clear WF 8.
Un particolare da non trascurare assolutamente, anche se si pesca in FW, è il backing che, in questa pesca, serve praticamente ogni volta che si aggancia un pesce di buone dimensioni.
Il finale è un conico da 12 in fluorocarbo con potenza 12 lbs. Sarebbe meglio scendere a 10 o 8 libbre ma siccome gli incontri strani in pianura sono frequenti (per esempio aspi, perca, siluri, carpe ecc) non ho voluto rischiare più di tanto. Il fluorocarbo è fondamentale perché si pesca sempre in prossimità del fondo ed il pesce allamato combatte sul fondo quindi un finale resistente allabrasione.
Lultimo e più importante elemento è lartificiale. Come dicevo ne ho provati di ogni tipo, sia ninfe che streamer e, onestamente, ho catturato con parecchi di loro ma quello che mi ha dato risultati costanti e che, ormai, utilizzo durante tutte le uscite è limitazione di arborella (che nei posti in cui pesco non è presente !) fatta su amo lungo 4X, con montaggio surf Candy, corpo in Holofusion perla sul ventre, azzurro chiaro sui fianchi e oliva sul dorso. La dimensione che funziona è di 6/7 cm.
Una piccola nota sul combattimento
. non cercate di fermare un barbo durante la prima fuga tanto è inutile. Assecondatelo e aspettate che si fermi; solo allora si può iniziare a forzare, perlomeno sino alla fuga successiva. Evitate i posti con ostacoli sommersi perché se cè nè uno nel raggio di 30 metri il barbo ci si pianta di sicuro. Evitate le rive scoscese se non avete un guadino perché manare un barbo da alcuni kg è impossibile !
E spero che questo sia solo linizio di una ennesima nuova frontiera PAM !
Buon divertimento !
Fabrizio Moglia
