L’ALTA LOUE

Fiume mitico e leggendario


Una volta chiamata La Louve dai vecchi poiché poteva diventare molto impetuosa a causa delle forti precipitazioni, è diventata “ La Loue” nome molto più “morbido”.

Negli anni ’80, i professionisti della PAM, l’avevano unanimamente qualificata come “il miglior fiume di Francia”.

Ancora oggi, “La Loue”, esercita un vero fascino sui PAM. Arrivano da tutta la Francia, dal Belgio, dalla Svizzera, dall’Italia, dalla Germania, per venire confrontarsi con le grosse trote “zebrate” e i temoli che vivono in questo magnifico fiume.

Essa ha sempre attirato pescatori famosi ed esperti come Lèonce de Boisset, Charles Ritz, Aimé Devaux, Hanry Bresson e tanti altri…

E’ vero che le schiuse non sono più quelle di una volta ma con dei buoni consigli, un corretto approccio al fiume, delle presentazioni perfette e l’attrezzatura adeguata potrete sempre divertirvi e catturare una o più trote “zebrate” e dei grossi temoli.


L’APPMA di Mouthier-Lods


La Loue, affluente del Doubs, nasce nel comune di d’Ouhans dove si infila in un profondo canyon fino a Mouthier Hautepierre (rinomato per il suo Kirsch).

In questo settore di relativamente difficile accesso, ma praticabile a partire dal parcheggio all’uscita delle gole di Nouailles si trova Mouthier. Qui troverete sempre dei pesci attivi specialmente quando i livelli sono bassi, ma dovrete avventurarvi con molta discrezione per poter ingannare i pesci che mangiano su delle piccolissime emergenti in orecchio di lepre e CDC, Caenis color oliva oppure giallo con rigaggio marrone.

Nel settore di Mouthier Hautepierre e fino a Lods incontrerete una zona molto popolata da trote e temoli, che vi offrirà un alternarsi di raschi, buche e lame, dove i fondali calcarei e di tufo offrono moltissimi ripari.

E’ solamente a partire da Lods, bellissimo villaggio medioevale, che si incontrano i primi ghiareti alla fine delle zone di corrente.

Su questo percorso l’accesso è facile e i sentieri che costeggiano il fiume possono essere percorsi tranquillamente.

Qui, finali lunghi e la scelta delle mosche sono fondamentali (Mouche d’Ornans, Peute, artificiali in orecchio di lepre, CDC color arancio, giallo, oliva e piccole sedge marroni, grige e nere).




L’APPMA de Vuillafans


Il percorso di Vuillafans offre delle zone ben distinte, con le sue gole a monte che sono circondate da alte rive molto infrascate, qui si presenta con una successione di grandi buche in mezzo a dei grandi blocchi di roccia, tratto molto interessante specialmente quando fa molto caldo: bisogna dare prova di discrezione ma anche di precisione.


A partire dal villaggio all’altezza del ponte in pietra, vi consiglio di salire fino allo sbarramento, dove potrete pescare, circondati dai ranuncoli d’acqua, grosse trote e temoli che bollano sotto i rami che sporgono dalle rive. Mosche consigliate: CDC e sedge di piccola taglia, emergenti di sedge, BWO, Mouche d’Ornans, mosche in orecchio di lepre.

Il villaggio di Vuillafans è famoso anche per i suoi vini di Franche-Comtè che potrete degustare nei ristoranti della zona.


L’APPMA de Montgesoye



Più a valle il valico di Montgesoye segna un nuovo piccolo cambiamento: griareti e lame, aumentano mentre il fiume inizia ad allargarsi fino quasi a Ornans.

Lungo tutto il tratto, La Loue serpeggia in mezzo ai campi e l’accesso alle rive è facile per i pescatori.

Meno incassato del percorso a monte, La Loue a Montgesoye, si presenta come un fiume di pianura e la vista sulla natura circostante è meravigliosa.

Per la pesca sono consigliati finali fino a 6 metri e mosche d’Ornans con pochi giri di hackle in orecchio di lepre o CDC, mosche tipo red tag per i temoli e piccole sedge color cannella, rossicce per le trote.

In questi 3 tratti (Mouthier-Lods, Vuillafans, Montgesoy) la pesca può essere praticata solo con stivali a coscia ed è vietato l’uso della ninfa.


L’APPMA d’Ornans


Ornans, la capitale della pesca a mosca, affascinante cittadina chiamata anche “la piccola Venezia” per le sue case costruite sulle rive della Loue, è anche la città natale del pittore naturalista più famoso di Francia, Gustave Coubert al quale è stato dedicato un museo.

A monte offre un pescoso no-kill lungo un chilometro, molto ben popolato di trote molto attive vicino alle rive e da grossi temoli. Nel tratto in questione, vista l’altezza delle rive, è consigliabile munirsi di un guadino per non rischiare di procurare dei danni al pesce.

In seguito il percorso attraversa la città di Ornans, per poi proseguire in piano per circa cinque chilometri, fino a Notre Dame du Chêne.

Si tratta di un bellissimo percorso in cui si alternano lunghe lame e correnti, è possibile pescare sia a secca che a ninfa (autorizzata dal 2002).

Per la secca, consiglio delle mosche d’Ornans con il corpo oliva chiaro o giallo paglierino, BWO, Peute di piccola taglia e sedge rosso-cannella e grigio-bianche. Per quanto riguarda le ninfe, Pheasant Tail, Red o Orange Head, gold head con corpo marrone, gammarus e ninfe di tricottero con torace in lepre e corpo giallo-oliva e marrone.


L’Hotel de France a Ornans


I percorsi privati a regolamento No-Kill di questa zona, permettono di pescare comodamente le mitiche trote zebrate e i temoli della Loue. Uno di questi percorsi si trova a Lods (400 m) e l’altro a Maisières (1200 m).

I Vincent, pescatori a mosca da generazioni, dispongono di due hotel a 2-3 stelle in luoghi incantevoli con accesso ai tratti privati.

E’ inoltre possibile visitare la Maison Nationale de l’Eau et de la Pêche, con il suo museo interamente dedicato all’evoluzione della PAM e ai pesci.

Nei tratti da Lods a Ornans, il passaggio di canoe dalle 10:00 alle 18:00 può disturbare i pescatori, anche se i pesci si sono abituati all’andirivieni delle canoe, specialmente i temoli.

Yves Faillenet

Per maggiori informazioni potete visitare il sito di Yves Faillenet alla sezione Guide