Ramo dei Prati


A pochissimi chilometri sia da Milano che da Torino, nel cuore dell’industrializzata pianura padana, si trova la straordinaria realtà naturale del Parco del Ticino, ultimo polmone verde di pianura, ultimo rifugio per la fauna acquatica e non.
Purtroppo per quanto riguarda la pesca il “bel fiume azzurro” non è che l’ombra di quello che era stato in passato, ad esempio il temolo padano è qui rimasto soltanto un ricordo.
Ma non è del Ticino che voglio parlare, ma di una realtà molto più piccola, una roggia risorgiva, o meglio un “chalk-stream” (fa più fine!). Si tratta del Ramo dei Prati, affluente del Ticino stesso, che per un tratto di poco più di 3 chilometri (3.200 metri per l’esattezza), adiacente alla frazione Villareale di Cassolnovo (PV), è gestito dal Fly Fishing Club di Vigevano.
Già arrivare a Villareale, piccolo borgo “d’antan” vicino eppur lontanissimo alle strade statati che collegano Vigevano ad Abbiategrasso oppure a Novara, significa fare un salto indietro nel tempo, trovandosi di colpi in mezzo a cascinali di campagna e strade poderali, tra campi coltivati e pioppeti.



Parcheggiata l’auto (non si può entrare motorizzati nel parco del Ticino, a meno di ottenere un apposito permesso in loco), e superato il Canale Langosco, ci troviamo immediatamente immersi nei boschi del Parco del Ticino, e subito siamo sulle rive dello stupendo Ramo dei Prati, in un ambiente pristino e quasi incontaminato. Sembra di essere lontani centinaia di chilometri dalla realtà iperurbanizzata ed industrializzata della pianura padana, solo gli aerei che si abbassano sulla nostra testa per atterrare al vicino aeroporto della Malpensa ci ricordano dove siamo.
La roggia scorre tra rive boschive dall’accesso a tratti difficoltoso, e le limpide correnti si fanno strada attraverso un rigoglioso tappeto di alghe acquatiche, formando canali e corridoi in cui trovano riparo le trote, che ivi stazionano in attesa del passaggio degli insetti che costituiscono il loro sostentamento.



La qualità dell’acqua è sufficientemente buona, anche se i fondali delle zone in cui la corrente è più lenta evidenziano che purtroppo anche questo corso d’acqua scorrente nel Parco del Ticino non è immune dall’inquinamento, anche se per fortuna a livelli qui del tutto accettabili.



La gestione, da parte del Fly Fishing Club di Vigevano, è molto volenterosa, specie da parte di uno sparuto gruppo di soci molto presenti, ed ha fatto sì che il “Ramo” (come viene chiamato confidenzialmente) sia diventato un punto di riferimento per i pescatori a mosca delle vicine Piemonte e Lombardia, ed inoltre un punto di appoggio molto importante per la Scuola Italiana di Pesca a Mosca di Castel di Sangro, che qui effettua parecchi dei suoi corsi per il Nord Italia.
Detta gestione, oltre a risolvere i problemi di sorveglianza del percorso e di manutenzione della roggia, effettua periodici ripopolamenti con trote iridee di bella taglia (qui non si può ripopolare con trote fario, lo impedisce il regolamento del Parco del Ticino volto alla tutela della trota marmorata, unica riconosciuta come autoctona insieme al quasi scomparso temolo), in grado di soddisfare le aspettative dei soci e degli altri pescatori a mosca che frequentano la riserva (ricordiamo che non si tratta di un no-kill, in quanto il regolamento consente di trattenere sino a tre pesci al giorno, anche se poi sono pochissimi i frequentatori che trattengono il pescato).



Inoltre, da parte dei soci gestori è stato da qualche anno costruito (la data di nascita della riserva risale al 1997) un locale rustico denominato “il Casottino” , che serve da ritrovo per i soci ed anche per gli ospiti occasionali del Ramo dei Prati, come il sottoscritto: qui un paio di soci ancora più volenterosi fanno anche un po’ di cucina, per cui è sempre possibile, nelle pause della giornata di pesca, ritrovarsi intorno ad un tavolo davanti ad un piatto genuino e ad una buona bottiglia. E se non è ora di pranzo, oppure se fuori piove o fa troppo caldo (oppure troppo freddo, la riserva è aperta tutto l’anno), il Casottino è comunque un ritrovo per bere qualcosa e per discutere di pesca a mosca e di vita.
Oltre alle trote iridee di immissione, la roggia ospita ciprinidi, in particolare scardole e grossissimi e sospettosissimi cavedani, che offrono, quando bollano su minuscoli chironomi e vi rifiutano l’artificiale legato al finale dello 0,10, un’azione di pesca molto stimolante e raffinata, forse superiore come soddisfazione a quella della pesca alle più numerose trote iridee.



INFORMAZIONI UTILI:
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Accessi: dall’Autostrada A4 Torino/Milano, uscita a Novara Est, quindi Trecate- Cassolnovo-
Villareale;
dall’ Autostrada A7 Milano/Genova, uscite Groppello Cairoli (quindi Mortara-
Vigevano-Cassolnovo-Villareale), oppure Binasco (quindi Abbiategrasso-Vigevano
ecc. come sopra)

Permessi: costo del permesso giornaliero: 13 EU
costo del permesso annuale: 155 EU
Si può pescare tutti i giorni dell’anno, ed i permessi possono essere acquistati in loco
presso il Bar Bacco Tabacco & C. di Cassolnovo, sulla strada per Villareale (chiuso
il lunedì). I permessi sono inoltre in vendita presso alcuni negozi di pesca a Milano,
Binasco e Vigevano.

Regolamento: limitazioni nell’uso dell’attrezzatura: gli ami debbono essere privati dell’ardiglione;
è fatto divieto dell’uso di “strike-indicators”, nonché di Jig e di esche siliconiche.





Per ulteriori informazioni: Sig. SOLINI GIANFRANCO (“factotum” del Club)
tel. 333 9712110 - e.mail: gianfrancosolini@solini.it



Roberto Alsino