![]() |
|
LA MIA ESPERIENZA SULLA TAIL WATER TEVERE

Quando due anni fa i miei amici pescatori a mosca di Perugia mi telefonarono per invitarmi a pescare in una tail-water italiana, sul Fiume Tevere per giunta, pensai repentinamente ad uno scherzo: da un lato il mio pensiero correva alle vere tailwaters viste e pescate negli Stati Uniti, come il Green River a Flaming Gorge, oppure il South Fork dello Snake River nella Swan Valley, e dallaltro alla mia povera Dora Baltea valdostana, interrotta sì da numerosi sbarramenti e dighe, ma a valle dei quali non mi viene in mente nulla se non delle fogna-waters, con il letto ingombro del limo derivante dai periodici svasi.
Poi, fidandomi del giudizio dei miei amici, che tra laltro avevano avuto in qualche misura parte nella creazione di questa realtà, partii per la Valtiberina allultimo week-end di settembre, accompagnato da un paio di compagni di pesca piemontesi, attratti tra laltro dalla possibilità di pescare temoli ben al di sotto della latitudine padana. Lappuntamento fu a S.Sepolcro, oltre che con gli amici umbri, anche con due altri amici genovesi.

Il primo approccio con la realtà locale, anziché con la pesca, lo avemmo con la squisita cucina locale, allagriturismo Podere Violino di S.Sepolcro, collocato in uno splendido cascinale medievale sapientemente ristrutturato, che ci deliziò con pappardelle al sugo danatra ed agnello alla griglia, e presso il quale prendemmo alloggio per il week-end. Proprio quello che ci voleva per gratificarci delle lunghe ore trascorse in automobile per raggiungere il sito di pesca.
Il mattino successivo eravamo quindi freschi ed in forma per la pesca.
Risalimmo, insieme allamico Paolo di Perugia che ci faceva da guida e da Cicerone, il corso del Tevere verso lo sbarramento di Montedoglio. Ci fermammo dapprima presso il pittoresco borgo medievale di Anghiari, per procurarci sia i permessi di pesca, di costo peraltro abbastanza contenuto, sia alcuni generi di conforto che ci avrebbero consentito di non abbandonare il fiume per tutto il giorno, vista la breve durata della giornata di pesca alla fine di settembre.
E fummo subito sul fiume, servito su ambedue le rive da strade poderali inghiaiate che costeggiano a debita distanza il suo corso.
Non largo, accessibilissimo nonostante la ricchissima vegetazione riparia dove il salice la fa da padrone, alterna bei raschi a lunghe piane di acqua più lenta e profonda, dove stazionano e bollano, sotto le frasche incombenti sullacqua, le trote più belle.

Cominciammo a pescare nella parte alta della riserva, diciamo a risalire verso la diga da un paio di chilometri a valle.
Il fondo si presentava in massima parte ciottoloso, con alcuni tratti di tufo, e, nelle zone più lente, con un lieve deposito di limo calcareo, che quando viene smosso vela solo impercettibilmente lacqua, peraltro limpidissima.
Subito vedemmo le prime bollate, ed il pesce, anche quello di piccola taglia, si dimostrava estremamente selettivo verso le mosche che gli presentavamo.
Vedevo in aria dei piccoli plecotteri, poco sotto di me uno dei miei compagni, che
aveva intanto allamato una trota, dice: leuctra fusca!
E così incominciammo a catturare, in prevalenza trote di taglie molto differenziate, poi anche temoli, bellissimi e vivaci temolotti della taglia di 25-28 centimetri, che costituiscono un po la particolarità di questa riserva, vista la sua collocazione così a sud rispetto alle zone popolate tradizionalmente dal timallide.
La maggior parte delle catture furono effettuate in superficie, vista lattività pressoché costante delle trote e dei temoli, mentre nei momenti di rallentamento della stessa catturammo anche sotto la superficie, con minuscole ninfe.
Durante questa prima giornata di pesca catturai, come anche i miei amici, una ventina di pesci, per un quarto circa temolotti (il più lungo di circa 30 centimetri), ed il resto trote, sino ad una taglia di 40/42 centimetri per gli esemplari più grandi.

Ho catturato anche un cavedano, probabile residuo della popolazione ittica preesistente alla costruzione dellinvaso di Montedoglio ed alla creazione della Zona a Regolamento Specifico.
A sera, di nuovo riuniti a tavola a far onore ai prelibati piatti della cucina toscana, commentammo ampiamente con tutti gli amici la giornata di pesca appena trascorsa, ed i giudizi su questo nuovo percorso furono unanimemente positivi e pieni di speranza per le prossime stagioni di pesca.
Il successivo giorno di pesca risulterà un po strano. Quella notte ci fu infatti un black-out che interessò lintero territorio nazionale, e del quale il Gestore della Rete incolpò prima gli svizzeri e poi i francesi. Oltre al disagio di rimanere al buio, senza corrente elettrica e senzacqua potabile, probabilmente alimentata da una pompa elettrica, senza caffè al bar, e così via, arrivati al fiume, questa volta nella parte più a valle della riserva, sotto ad un paio di briglie artificiali, ci accorgemmo subito che il livello dellacqua era bassissimo, di almeno trenta centimetri o più inferiore a quello del giorno precedente. Ci verrà spiegato che il black-out elettrico aveva automaticamente indotto la chiusura delle paratie della diga di Montedoglio. Non riuscirò mai a capire come un impianto per la produzione di energia idroelettrica possa venire bloccato dalla
.mancanza di energia elettrica, ma, tantè,
io non sono un tecnico!
Per di più quel giorno cominciò a piovere a dirotto, dopo lintera estate di
siccità totale.
Per fortuna la corrente ritornò presto, sia quella elettrica sia, più lentamente, quella del fiume, e questo fu il momento magico di questa nostra seconda giornata di pesca sulla Tail Water del Tevere.Infatti il movimento repentino dellacqua mise in attività tutto il pesce, anche le trote di taglia più interessante, quindi avemmo un paio dore di azione di pesca favolosa, con catture a ripetizione di temoli e di trote, queste ultime anche di taglia superiore ai 40/45 centimetri, esemplari dalle splendide livrea e forma fisica.
Poi, un po la pioggia incessante, ed un po il pensiero del lungo viaggio di ritorno verso nord, ci indussero a lasciare con rammarico il fiume, dopo aver salutato gli amici che rimanevano stoicamente sotto lacqua a
. divertirsi!

Il nostro proposito, che avemmo modo di mettere a punto durante il ritorno, era quello di ritornare senza dubbio a pescare in questa riserva nelle prossime stagioni, sicuramente cariche di promesse e di aspettative sia per la buona gestione dimostrata dal Mosca Club Alto Tevere, sia per limmancabile accrescimento sia delle trote sia soprattutto dei temoli, i quali, se fosse proseguito il trend registrato nella prima stagione, avrebbero raggiunto
già in quella successiva taglie di tutto interesse per una pesca a mosca di grande soddisfazione.
E questa fu la mia prima esperienza con la Tail Water Tevere. Lanno successivo riprovai un po più avanti nella stagione, ad inizio novembre. Fui veramente sfortunato, infatti la sera del mio arrivo, recatomi sul fiume per vederne le condizioni, notai numerose bollate su una bella schiusa di piccole beatidi, e parlai con un paio di pescatori che avevano avuto successo quel giorno.
Durante la notte, la temperatura calò di colpo di oltre 10 gradi, tanto che la mattina successiva i vetri della mia auto erano velati dalla brina. Lattività di pesca ne risentì parecchio, le schiuse si interruppero quasi del tutto e le catture, pur non mancando, furono abbastanza limitate, anche nella taglia.
Ed ora veniamo a tempi più recenti, anzi recentissimi: poco tempo fa, inizio di settembre 2005. Sono al mare con la famiglia sulla riviera adriatica già da alcuni giorni, e praticamente non so più come passare il tempo. Guardo la cartina dellItalia Centrale, per cercare un fiume da pescare lì vicino: ho già provato lEsino a monte di Jesi, ed ho preso qualche cavedanello, ma lo stimolo di ritornarci non cè. Mi cade locchio su S. Sepolcro e sul Tevere, e realizzo che con la superstrada Orte-Ravenna, presa a Cesena, dovrei riuscire a raggiungere la Tail Water senza sobbarcarmi un viaggio infame.

Detto fatto, la mattina successiva sono in macchina di buonora, ed in poco più di unora e mezza sono a fare il permesso di pesca in un bar nei pressi delluscita di S.Sepolcro della E45 Orte-Ravenna.
Il cielo è coperto, la temperatura sui 24/25 gradi: le condizioni giuste per lattività di superficie, ed infatti, raggiunto il fiume nella parte iniziale della riserva, poco sotto lo sbarramento di Montedoglio, vedo bollate in ogni direzione. Mi sembra che lattività sia su piccole effimere in schiusa, ed infatti, dopo un paio di tentativi, effettuo la prima cattura su una emergente oliva in cul de canard su amo 18, e da li in poi incomincia una vera e propria sarabanda: lattività e le catture sono durate per tutto il giorno sino al calar del buio, con lesclusione di un paio di rovesci di pioggia che hanno momentaneamente interrotto le bollate. Ho catturato, sempre a secca e sempre con la medesima mosca (o meglio con almeno una dozzina di mosche del medesimo modello), più di 60 pesci, in maggioranza trote di ogni classe di taglia, da 20 sino a 45 cm., con una ventina di temoli anche qui di ogni taglia, sino a 40 cm. Sicuramente una giornata eccezionale e da ricordare, ma mentre ritorno mi chiedo quanto effettivamente eccezionale possa essere stata.
Lascio passare qualche giorno e poi, prima della fine delle mie vacanze al mare, programmo una seconda uscita, questa volta in condizioni climatiche diverse: è infatti una bella giornata di sole, anche se la temperatura è più o meno identica a quella della precedente uscita. Cè ancora schiusa di piccole effimere, e cè un po di attività di superficie che assicura comunque catture, che rallenteranno notevolmente nelle ore centrali della giornata, per aumentare di nuovo via via che la luce scemava e che il sole si avvicinava per poi oltrepassare la linea delle colline.

Anche se le catture si sono rivelate a fine giornata molto inferiori alla precedente felicissima uscita, ho comunque catturato oltre 35 pesci, alcuni di taglia interessante, compresi una dozzina di temoli.
Penso di poter affermare che questo percorso è attualmente uno dei no-kill più interessanti presenti nel nostro paese, almeno tra quelli da me conosciuti, e lo ritengo senza tema di smentite superiore anche a diverse acque straniere, in particolare alcune delle vicine Austria e Slovenia.
Può darsi che la pressione di pesca sia abbastanza elevata, magari nel corso dei week-end, ma anche a questo proposito posso dire che, avendo pescato in giornate lungo la settimana, ho incontrato, nel tratto da me frequentato, solo 4 pescatori nella mia prima giornata, ed addirittura uno solo nella seconda giornata.
Provare per credere!
UN PO DI STORIA

Liniziativa della creazione di questo interessante percorso è ascrivibile al Mosca Club Alto Tevere di San Sepolcro, presieduto da Mauro Raspini circondato da un manipolo di volenterosi, i quali, con laiuto delle Amministrazioni Provinciali di Arezzo e Perugia, hanno dato vita alla Z.R.S. Tail Water Alto Tevere.
La possibilità della nascita di questa riserva è invece stata originata dalla creazione, negli scorsi anni, dello sbarramento idroelettrico e del relativo invaso di Montedoglio. Oltre allinevitabile impatto negativo determinato dalla costruzione di un bacino contenente oltre 150 milioni di metri cubi di acqua, in questo caso si è saputo sfruttare anche limpatto positivo, rappresentato da un deflusso di acqua costante di circa due metri cubi al secondo, acqua prelevata in profondità e quindi ad una temperatura pure costante di circa 6 gradi centigradi. Tutto questo ha portato alla formazione, a valle dellinvaso, di un tratto di fiume assolutamente ideale per la vita dei salmonidi e dei timallidi. Detto tratto, riservato alla pesca a mosca no-kill, è lungo circa 7 chilometri, alla fine dei quali lacqua raggiunge la temperatura massima di 10/12 gradi, ancora ottima per la vita ottimale dei pregiati ospiti.
Le semine di trote sono state effettuate con materiale di qualità molto elevata, proveniente dagli stessi stabilimenti ittiogenici che forniscono la più famosa riserva no-kill del Nera, mentre i temoli, provenienti da uno stabilimento ittiogenico lombardo, sono di ceppo danubiano.
Questi ultimi tra laltro hanno registrato, dalle prime semine avvenute nel mese di maggio 2003, uno straordinario accrescimento, tanto che ora gli esemplari superiori
ai 40/45 centimetri non sono per niente rari.
Elevatissime le presenze di pescatori a mosca, da tutta Italia ed anche dallestero, e che hanno determinato il successo delliniziativa.
Il regolamento relativo alla stagione in corso è quello evidenziato nella copia allegata del
permesso di pesca.


SISTEMAZIONE

VIABILITA
-dal Nord Ovest: autostrade per Genova, poi Genova-Livorno sino a Pisa, poi Pisa-Firenze, immissione nella A1, uscita ad Arezzo e proseguimento per S.Sepolcro
-dal Nord Centro: autostrada Milano-Bologna-Firenze poi ad Arezzo uscita e proseguimento per S.Sepolcro
-dal Nord Est: autostrade sino a Bologna, poi A14 adriatica, uscita a Cesena Nord, quindi E45 Orte-Ravenna con uscita a S.Sepolcro
-dal Sud: autostrade per Roma, poi in direzione Nord, poi E45 Orte-Ravenna con uscita a S.Sepolcro
Roberto Alsino
