LECCIA AMIA (Lichia amia)
Appartiene alla famiglia dei carangidi ed ha corpo allungato e alto, molto compresso sui lati. Le pinne sono molto pronunciate, la dorsale e lanale molto sono perfettamente contrapposte e quasi simmetriche, la coda ampia e falciforme. La prima pinna dorsale è costituita da raggi spinosi liberi ovvero non collegati tramite la membrana. La linea laterale segue un percorso curvo con un marcato avvallamento appena al di dietro della pinna pettorale. Il dorso è di colore grigio-verdastro, i fianchi ed il ventre argentati, praticamente metallici e le squame piccolissime, come in buona parte dei carangidi, le estremità delle pinne sono scure o nere. E uno dei giganti dei nostri mari e può raggiungere i 2 metri di lunghezza per un peso massimo documentato oltre i 50 kg. Proprio le massime dimensioni raggiungibili dovrebbero far ben riflettere chiunque prima di trattenere esemplari di piccola taglia.

E' un predatore pelagico presente in tutto il bacino Mediterraneo. Accosta in primavera e si trattiene in prossimità delle fasce costiere sino allautunno inoltrato.
E un carnivoro e, soprattutto nelle forme adulte, si nutre prevalentemente di pesci, anche di taglia consistente come, per esempio, cefali.
E presente in molti ambienti ma si incontra con maggior probabilità laddove è abbondante il pesce foraggio ed una massiccia presenza di muggini o di aguglie rappresenta un forte richiamo per la leccia. Le zone maggiormente frequentate sono le imboccature dei porti, le foci dei fiumi e quelle anse ed insenature in cui trova facili prede. Alle foci dei fiumi capita spesso di vederle cacciare seguendo le prede sino in prossimità del bagnasciuga.
Per quanto riguarda la pesca con la mosca ci sono ancora pochissime esperienze e le poche catture sono state effettuate con popper piuttosto voluminosi. Per gli approfondimenti rimaniamo in attesa di chi sta sperimentando assiduamente le tecniche specifiche e che, non appena avrà esperienze significative, scriverà un articolo specifico.
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