PMQ e YUMI
Giovanni Nese


"PMQ" sapete che cos'è. È la canna quadra da poveri diavoli, fatta con soli 2 strip incollati. Credo che se ne sia scritto abbastanza e gli esempi che già si trovano a pesca siano prova dell'efficacia dell'idea.

(foto sezione PMQ, circa 8 mm)


i limiti di questa "soluzione" sono dovuti alla fortissima variazione delle caratteristiche meccaniche del Bamboo quando si utilizza il materiale più interno della sezione.

(sezioni di bamboo, le "power fiber", sono lo strato esterno più scuro)


che cosa accade:
"La canna va bene sui lanci fino ad una certa distanza forzando un po' di più mi pare che abbia la tendenza a girare in mano" .
Il problema è legato a quella che si chiama "instabilità flessionale delle sezioni asimmetriche".
Immaginate di flettere un tubo rotondo, in qualsiasi direzione lo si faccia non cambia mai la propria resistenza flessionale, se provate a farlo con una lamina, nel verso in cui è più rigida: la classica stecca da disegno, vi accorgerete che ad un certo punto questa abbia la tendenza a girare e a flettersi nel piano di minore resistenza. Alla PMQ capita la stessa cosa. Via via che aumentiamo la lunghezza di lancio vengono flesse sezioni di canna via via più basse, più vicine al calcio , in cui la asimmetria del materiale è molto pronunciata, in queste sezioni la canna tenderà a girare e a flettere nel piano di minor resistenza. Se la canna è fatta bene il problema lo si avverte solo sopra i 15, 18 metri di lancio. Come si rimedia a questo problema? Adottando una sezione leggermente rettangolare. Da perfettamente quadra nel cimino ad un rapporto di 1.15-1.2 tra i lati nella base. Il lato maggiore, ovviamente, ortogonale al piano di lancio.

Esistono altre soluzioni per ovviare a questa asimmetria.
La prima è quella "facile" di fare il fusto incollando tra loro più lamine di bamboo, lo spessore delle lamine di circa 1.5 mm assicura già una notevole omogeneità delle caratteristiche meccaniche.
Nel cimino si inserisce tra le due lamine esterne una lamina centrale, nella base ne servono 2 o 4 e si raggiunge lo spessore voluto.
Esiste un'altra soluzione che formalmente è simile a questa ma presenta un paio di considerazioni in più.
Si tratta ancora di mettere 2 lamine interne ma in direzione, ortogonale alle lamine principali. Otteniamo così una maggiore omogeneità nella distribuzione e nella densità delle power fiber. Alleggeriamo il centro del fusto che poco effetto ha nella meccanica del lancio, limitiamo la realizzazione delle lamine interne a 2 solamente potendo utilizzare un maggiore spessore trasversale.

Anche questa soluzione non è nuova i giapponesi l'hanno sempre usata per costruire i loro archi asimmetrici: gli Yumi.

Lo Yumi è un arco in Bamboo che i giapponesi costruirono fin dal terzo secolo D.C. e continuano tuttora ancora a costruire per le loro manifestazioni di tiro rituale.
Lo Yumi da guerra non era uno scherzo. Per chi se ne intende un po'…Aveva un potenza di circa 40 - 50 libbre, una lunghezza superiore a 2.0 m e la caratteristica di essere fortemente asimmetrico, l'impugnatura è collocata nel terzo inferiore dell'arco e non a metà come nei tradizionali. La spiegazione di questa asimmetria non esiste, sono state formulate delle ipotesi, è più pratico nel tiro da cavallo, nel tiro inginocchiato, è stato anche detto che siccome gli archi più sono lunghi e più sono potenti ed efficaci ma i giapponesi di allora erano molto piccoli, i costruttori preferirono spostare in basso l'impugnatura pur di non rinunciare ai vantaggi dell'arco lungo.
Un'altra spiegazione che trovo "geniale" è che con questa foggia l'arco non poteva essere usato da un nemico che già non lo conoscesse. Non poteva diventare preda di un arciere nemico e immediatamente pericoloso per il giapponese in guerra contro il cinese o il coreano o altro popolo che non ne conoscesse l'uso e fosse ad esso addestrato.

Sta di fatto che costruirono e costantemente migliorarono l'arco per circa 1000 anni.
Gli ultimi erano costruiti con il principio della laminazione e formati dall'unione di 9 listelli di bamboo. Dorso e ventre dell'arco sono cosituiti da 2 spesse lamine di bamboo, l'anima interna da un fascicolo di listelli (7) di bamboo e catalpa (sic).
La procedura di realizzazione è simile a quella delle canne: si laminano gli strip si mettono in piega, si incollano, si legano con la seta e verniciano alla fine.
Il risultato è un attrezzo che "spara " una freccia di quasi un metro a distanze impensabili, l'ho già scritto ma la distanza e la precisione di tiro che se ne ottengono meravigliano tutt'oggi.

(foto sezione Yumi da: "Kyudo L'essenza e la pratica dell'arcieria giapponese")


(sezione PMQ-Yumi, si possono osservare i 4 strati di legno con 4 orientazioni diverse, le Power fiber più dense sono all'esterno, la sezione è circa 7 mm. La geometria non è rigorosamente quadrata, la foto mostra un "avanzo" di quanto è finito dentro il portamolinello.)


torniamo alle canne.
Quali siano i vantaggi rispetto alle PMQ è subito evidente: anche lateralmente ho una notevole densità di power fiber, il vantaggio rispetto alle quadrate tradizionali ottenute dalla somma di 4 strip triangolari non è altrettanto evidente e non è apprezzabile dal lanciatore più esperto. se ne accorge solo il "rod maker" che con questo tipo di "costruzione" non necessita di planing form particolari e di continui cambi di solco per piallare il lato destro e sinistro dello strip.

Perché continuano a farle esagonali allora? Per tradizione e perché basta realizzare un'unica planing form con un solo smusso, non 2 come per fare le quadrate o addirittura 3 come per fare le pentagonali.


Ciao.

bibliografia
da leggere in italiano:
Lo zen ed il tiro con l'arco …
"Kyudo L'essenza e la pratica dell'arcieria giapponese", edizioni mediterranee.
da questo libro è ricavata la sezione dell'arco.