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Ne ho letto un altro, di libro...
E questa è una breve recensione, piuttosto che una breve raccolta di considerazioni personali sul contenuto.
L'argomento è proprio il bamboo.
Giovanni Nese

Da decenni, forse quasi un secolo i costruttori si arrabattano sullargomento Power Fiber. Ormai credo che si sappia che cosè. Una volta selezionata la specie, lArundinaria Amabilis si è cercato di capire quale fosse il criterio per ottimizzare luso del culmo nelle varie sezioni del fusto della canna.
Il presupposto è sempre stato quello utilizzare al meglio le Power Fiber, che non sono distribuite in maniera uniforme nello spessore e nella lunghezza del fusto. Le caratteristiche meccaniche dei fascicoli di fibre variano mano mano che si entra in profondità; il lato interno della stanga costituito prevalentemente da cellule sclerenchimatiche , manca completamente dei fascicoli di fibre di cellulosa che sono quelle che chiamiamo Power Fiber e utilizziamo per la costruzione.
Il libro:
il libro è: bamboo fact, fiction and flyrods di R. E. MILWARD. A mio giudizio è un libro scritto con lo spirito dello sperimentatore più che quello del costruttore. MILWARD si rivolge ad un pubblico che vuole individuare il criterio di selezione dei culmi e taglio degli strip.
Per fare questo indaga su delle sezioni di stanga isolandone delle lamine di spessore sottile e verificando su queste la tensione di rottura ed il modulo elastico. Ne ricava poi le curve caratteristiche che individuano i valori cercati.
Le considerazioni che si ricavano dalla lettura dei grafici sono oltremodo interessanti e confermano, quasi ce ne fosse stato bisogno, che i criteri utilizzati dai grandi costruttori, raggiunti a buon senso, intuito, o di fortuna, erano quelli giusti.. I diagrammi riportati nel libro si possono interpretare in questo modo:
la base del culmo ha la massima resistenza a rottura e presenta viceversa un modulo elastico più basso che non la punta,
la densità dell p.f. è più alta nella parte sommitale della stanga ma lo spessore di queste va via via diminuendo.
Il rapporto dei moduli elastici tra la base e la sommità della stanga è circa il 70% .
Di grande effetto alcune foto, ottenute al microscopio elettronico, della struttura del bamboo.
La considerazione finale che Milward ricava dai dati è che per fare le canne conviene svilupparle nella lunghezza del culmo ricavando i cimini dalla parte alta e le basi da quella bassa. Si utilizzano al meglio le qualità del materiale: alla base affidiamo la capacità di resistere alle sollecitazioni maggiori mentre demandiamo al cimino la fase propriamente elastica di gestione del lancio.
Potremmo finire qui la recensione. Lautore ha avuto conferma, avvalorata questa volta da oggettive valutazioni numeriche, di quel che a buon senso si era sempre ritenuto corretto e che era sempre stato applicato.
Il resto delle considerazioni sono molto interessanti per chi costruisce. I dati elaborati consentono di individuare un criterio per la determinazione dello spessore di parete delle canne vuote. E spiegano le ragioni del modo di cedere dei bamboo sotto carico.
Il libro non è propriamente destinato al costruttore alle prime armi o per chi che intenda cominciare a costruire, anche se riporta un ampia sezione in cui sono illustrati vari progetti di attrezzature per la costruzione. Si qualifica invece come un ottimo supporto per chiarire quelle che erano delle intuizioni e fin ora non avevano mai avuto lavvallo di una rigorosa trattazione scientifica. Si trovano poi commentati vari metodi di costruzione delle canne: cave, a doppia costruzione, rinforzate con il carbonio, spiralate
In distribuzione dai soliti operatori in rete o direttamente dallautore. Coerentemente rilegato a spirale con foto in bianco e nero e numerosi schemi progettuali quotati, copertina e quarta di copertina a colori. Costava, lo scorso anno, 61 $ canadesi.
Jo
