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La tempra del Bamboo

Incipit
È stato a casa mia Giuliano e mi ha "pizzicato" con il bruciatore in mano che stavo temprando una stanga di Arundinaria. Mi dice:
- Lorenzo vorrebbe un articoletto sulla tempra.
- Va bene! Dovrei aver già scritto qualche cosa, la metto in ordine e gliela mando.
il qualche cosa però riguarda la tempra delle stanghe di A.A. col solo fine di costruire canne da pesca. Non ho che poche indicazioni da dare, non so niente di quali siano gli effetti sugli altri tipi di bamboo e quale l'effetto sul legname ordinario. Quanto scritto di seguito è la sintesi di quel che so in materia. (Il termine "tempra" è di uso comune ma applicato al legno è improprio, bisognerebbe parlare di disidratazione o essiccazione forzata).
Stagionatura
Il legname ordinario prima della lavorazioni, della sua trasformazione in mobilio, in strutture da carpenteria o anche in banale legna da ardere va opportunamente stagionato. Lo scopo è quello di ridurre il contenuto d'acqua del legno per renderlo inattaccabile agli insetti xilofagi, alle muffe e ai funghi, non ultimo renderlo combustibile. Se la percentuale d'acqua contenuta nel legno è inferiore al 15% questi è praticamente inattaccabile da agenti biologici. Durante la stagionatura all'aperto, meglio se preceduta dalla fluitazione il legno si libera della linfa e dei sali minerali contenuti nei vasi linfatici e diminuisce la propria igroscopicità. Una volta ridotto in assi e posto al riparo dalla pioggia battente in un periodo che va da 2 a 5 anni il legno si stabilizza dimensionalmente; potrà poi essere utilizzato senza che si formino deformazioni o crepe. Una lunga stagionatura è propedeutica alla realizzazione di un buon mobile, attrezzo o strumento.
I processi di stagionatura industriale riducono i tempi, operano a temperature più elevate e sottopongono il legno a vari cicli di esposizione al calore e ventilazione. Si ottiene la stabilizzazione in tempi più celeri.
Tradizionalmente i lavori di abbattimento dei fusti, la segagione, e l'abbancamento seguivano le fasi lunari. Gli antichi avevano notato che il taglio effettuato in corrispondenza alla luna calante garantiva una maggiore stabilità dimensionale del segato e riduceva i tempi di stagionatura, rendeva il legno meno sensibile all'attacco di funghi e insetti.
È bello, romantico, pensare che gli alberi oltre ad avere un "respiro" giornaliero, legato al ciclo solare ne abbiano uno che segue il ciclo della luna. Ci si chiede se anche gli uomini ce l'abbiano
Delle donne si ha l'assoluta certezza
potendo disporre di numerosa manodopera, con costi di magazzinaggio irrisori e non potendo disporre di mezzi per modificare artificialmente il processo di stagionatura era proficuo e quasi obbligatorio adottare questi accorgimenti. Oggi, al contrario, è meno oneroso accelerare il processo in camera ad atmosfera controllata che collocare il legname a magazzino per lunghi periodi.
Non mi farei mai fare un violino con del legno trattato in camera di stagionatura, credo che nessun liutaio lo faccia. Ho letto che la particolare voce degli strumenti di Stradivari e Guarnieri fosse dovuta al fatto che abbiano usato del legname cresciuto in corrispondenza ad una mini glaciazione, quindi con anelli di crescita poco distanziati e legno particolarmente denso
non segrete formule di vernici o che altro, un banale effetto fortuito. Stradivari ed i liutai suoi contemporanei poterono lavorare il legno degli alberi della mini glaciazione del 1500. Dopo di allora il clima è tendenzialmente migliorato, peggiorata la qualità degli strumenti.
Tempra dell'A.A.
La tempra che interessa le stanghe di A.A. è anche lei un succedaneo del processo di stagionatura. Via via che aumentava la richiesta di A.A. i fusti non subivano più il lunghissimo processo di stagionatura cui era sottoposta in origine e per tradizione. Raccontano che Hardy, famosissima casa inglese di attrezzature per la pesca: canne ed altro, avesse nei propri magazzini e usasse per la produzione stanghe di A.A. con 40 anni di stagionatura (!), Mano mano che i tempi di stagionatura si accorciavano, si rese necessario provvedere in altra maniera alla stabilizzazione del legno, si voleva con la tempra ottenere un indurimento del legno e la perfetta elasticità, mantenere le caratteristiche dei legni stagionati naturalmente.
Effetti della tempra
Il legno del bamboo stagionato per anni all'aria o temprato in forno si irrigidisce, aumenta il modulo elastico. A parità di sollecitazione la deformazione è minore. La teoria applicata alla canna da pesca: migliorando le caratteristiche meccaniche del fusto riesco a diminuire il peso dell'attrezzo e a migliorare la distanza di lancio, nascono tutta una serie di vantaggi e non da poco.
Il processo di stagionatura elimina l'acqua contenuta nei vasi linfatici; fa polimerizzare gli oli essenziali contenuti e cristallizzare i sali minerali disciolti nella linfa e contenuti nei tessuti, persa l'acqua si perde l'effetto "lubrificante" la scorrevolezza reciproca tra le molecole. I sali cristallizzati contribuiscono all'irrigidimento, lo stesso effetto lo si ottiene con la polimerizzazione degli oli che si trasformano in resine cristalline.
Nel bamboo il fenomeno è riconducibile, principalmente, all'irrigidimento delle strutture dello sclerenchima, la schiuma di lignina, che ingloba i fascicoli di fibre di cellulosa. Irrigidito questo le fibre di cellulosa sono condizionate nei loro movimenti e il risultato finale è un irrigidimento della struttura
La formula chimica della lignina contiene tutti gli elementi caratteristici di uno zucchero. Possiamo immaginare l'effetto della linfa e dell'umidità simile a quello che si ottiene aggiungendo acqua ad una zolletta di zucchero. Tolta l'acqua, lo zucchero torna solido e cristallino. Riscaldandolo si scioglie; raffreddato diventa ancora cristallino E' decisamente "naïf" come illustrazione ma rende l'idea dell'effetto.
Premessa al trattamento di tempra del bamboo da canne
Due canne da pesca uguali ricavate da due stanghe di bamboo diverse lanciano l'esca in maniera diversa. Palese!
Due canne ricavate da un'unica stanga, senza mescolare opportunamente gli strip non sono uguali, già meno intuitivo ma concepibile! Spessore, densità e distribuzione dei fascicoli di cellulosa sono diversi nella faccia esposta al sole da quella in ombra.(avete notato che molti alberi sono avvolti su se stessi in senso orario? Per quale ragione?) Se si vogliono fare due canne gemelle, si deve ricavare tutto il legno da un'unica stanga, avendo l'accortezza di mescolare gli strip tra loro, ovvero fare in modo che sulle due canne lo strip di identica posizione sia ricavato da due sezioni adiacenti della stanga: due strip adiacenti ricavati dal culmo finiscano nella stessa posizione, se una stanga non fosse sufficiente, si rende necessario mescolare con analogo criterio gli strip provenienti da due stanghe.
Tutta questa premessa per mostrare l'estrema variabilità delle caratteristiche del legno di bamboo e fino a che punto i costruttori si siano spinti nell'apprezzare queste "sottili" variazioni. Il legno ha carattere diverse se ricavato dai due lati opposti di una stanga, immaginate la differenza di carattere che può intervenire tra due stanghe diverse. La tempra che agisce su questi legni esalta queste differenze.
A volte capita che per un accidente, o qualche altra causa non si possa utilizzare uno degli strip selezionati e lo si debba sostituire: (e ci si accorga di questo in un avanzato stato di costruzione; capita che ammaloramenti della scorza esterna abbiano consentito a muffe, funghi o insetti di "devastare" le fibre di cellulosa e che ci si accorga del fatto solo nei passaggi finali della costruzione), ma il nuovo strip va temprato, e non è possibile temprarlo da solo, si rende necessario produrre tutti e 6 gli strip, come per fare un nuovo segmento di canna e dopo averli portati alle stesse dimensioni dei precedenti effettuare ila tempra con le stesse temperature e durate: una volta eseguita l'operazione prelevare quello di sostituzione. Solo con tutti questi accorgimenti si ha la garanzia che lo strip sostituito abbia le stesse caratteristiche di elasticità e resistenza degli altri. Il procedere in maniera diversa introdurrebbe una sezione di caratteristiche diverse e la differenza sarebbe avvertibile.
Metodi di tempra
In antico: 120-50 anni fa.
Non erano mai stati fatti studi dettagliati e puntuali sulla variazione dei moduli elastici al variare della temperatura e della durata si esposizione. Tutto si è sempre basato sulla sensibilità del costruttore. Il primo ad usare la tempra in maniera scientifica è H.E.Garrison, precedentemente a lui non si hanno notizie di trattamenti termici, il mentore di Garrison, Dott. G. Parker Holden autore del libro "The Idyl of the Split Bamboo" non descrive i processi di tempra ma siamo in un periodo, i primi anni del '900, in cui le stanghe impiegate subivano stagionature lunghissime.
Il processo di tempra intraprese 2 strade: una ottenuta a vista sulla fiamma viva, l'altra, mediante l'uso di un forno a temperatura e durata di esposizione al calore controllata.
In tempi moderni: fino a 5 anni fa,
La tecnologia ci da una mano, sono migliorati i metodi di controllo della temperatura e i sistemi di isolamento hanno efficacia inarrivabile. (Quel che è peggiorata è la qualità del materiale bamboo, le stanghe introdotte sul mercato hanno pochissima stagionatura naturale e questo aspetto che era fondamentale per l'applicazione dei precedenti criteri di tempra scompagina tutto. Se la stagionatura iniziale avviene al sole la clorofilla si degrada e fa assumere al legno il classico colore giallo del grano maturo, se la stanga viene solo seccata in magazzino la stanga assume un colore grigio-verde.
I forni sono costituiti da fasci coassiali di tubi in cui si fa circolare l'aria arroventata da un sistema di resistenze elettriche, il controllo della temperatura è demandato ad apparati elettronici che regolano con continuità ed automaticamente il flusso d'aria e la temperatura delle resistenze, i sistemi più evoluti utilizzano la "fuzzy logic" per il controllo dei parametri ed il funzionamento del forno. Si cerca di garantire l'omogeneità delle temperature e della ventilazione interna per ottenere la massima costanza del risultato. Nell'impossibilità di avere del bamboo di caratteristiche standardizzate si cerca di evitare di introdurre ulteriori variabili
Adesso:
Fra moderni prevale il metodo a forno ma non è stato abbandonato il metodo di tempra a fiamma viva. Parecchi costruttori lo usano tuttora benché ricerche recenti abbiano dimostrato che questo tipo di trattamento sia particolarmente "brutale" con il legno e riduca la vita delle canne in maniera significativa. L'estetica ottenuta dalla fiammatura è talmente accattivante che si ignora la possibilità di poter, in tarda età, donare la propria canna ai nipoti. Una canna di bamboo realizzata con cura, con materiali selezionati e conservata con qualche attenzione può pescare per un tempo indeterminato. Nei musei americani sono conservate canne del secolo scorso, qualcuna data della fine '800, che hanno mantenuto intatta la loro funzionalità. A pesca per 100 anni e oltre! Il detto: "Ogni giorno passato a pesca è un giorno in più che dio attribuisce alla vita di un uomo" è tanto più valido per le canne che per gli umani.
Metodi: Numeri e soggetti
Adesso servono un po' di numeri:
1. Metodo: (P. Young e altri), tempra a fiamma viva: si utilizza la combustione di gas butano, o GPL e un bruciatore portatile delle dimensioni di circa 40, 50 mm di diametro. A mano libera, facendo ruotare con continuità la stanga di fronte al bruciatore si biscotta la superficie fino a che questa raggiunge il colore desiderato. Per l'A.A. il limite è dato dal distacco di piccoli aghi carbonizzati della corteccia esterna, il colore del legno, dopo qualche giorno, una volta completato il processo di ossidazione, sarà marrone scuro, nero. In questo metodo le temperature non sono controllabili, tutto è affidato al colpo d'occhio e alla pratica. È un sistema che lede in maniera significativa lo strato più esterno delle fibre di cellulosa. La temperatura della fiamma supera i 1000 gradi C, la durata di esposizione è di pochi secondi.
2. Metodo: tempra a forno, a temperatura alta, (Garrison, Dickerson
) dopo aver frazionato la stanga e ridotti gli strip alle dimensioni volute si mettono questi nel forno riscaldato a circa 200-210 gradi C per durate da 4 a 8 minuti, variabili in funzione delle dimensioni degli strip. È molto importante e caratterizza il risultato la qualità del legno ed il suo iniziale grado di stagionatura, è facile sbagliare il colore e spesso le canne risultano di color caramello
3. Metodo: tempra a forno, a bassa temperatura. (Milward e parte dei costruttori attuali
) Si può ottenere la disidratazione del legno (sottolineo che si parla di disidratazione non più di tempra) anche con temperature più basse e tempi di applicazione prolungati. La soluzione adottata è con temperature di 100-120 gradi C e durate da 120 a 150 minuti! Con la temperatura e le durate minori non si altera il colore naturale del legno, con le Temperature più alte il legno diventa color miele o caramello.
Quale sia il metodo migliore non lo so dire. Ognuno la pensa a modo suo e ogni costruttore ha adottato una tecnica di tempra che gli deriva dall'esperienza e dalle partite di legno che possiede. Più il legno è vecchio e stagionato minori sono le necessità di tempra. Vecchi legni con 20 e più anni di stagionatura non necessitano di tempra e la si adotta solo per motivi estetici. Non voglio entrare nel merito della tecnologia e dell'efficienza dei forni, tutti sono di costruzione artigianale e prevedono sistemi di circolazione dell'aria. C'è chi per la tempra usa con profitto il forno da pizza!
Bibliografia
(È indicativo che tutti i nomi citati, tranne Milward oriundo inglese, adesso canadese, siano americani, in Europa nessuno ha insegnato niente e tantomeno scritto qualche cosa su tempra, canne e costruzione)
In giro per il mondo dei costruttori di canne si trova molto poco al riguardo della tempra: il poco è tutto dedicato alla tempra dell'A.A. tutto rigorosamente in inglese americano!
Il primo a pubblicare codifiche su temperature e tempi è stato Garrison: "A Master Guide To Building A Bamboo Fly Rod", in seguito sempre da parte di costruttori di canne da pesca sono state date indicazioni diverse ma coerenti con le sue. Recenti articoli pubblicati su "The Planing Form", newsletter sulle canne in bamboo, riportano gli esperimenti fatti da Milward ed altri . R. E. Milward pubblica poi un suo libro: BAMBOO FACT, FICTION AND FLYRODS sulla costruzione in cui espone le sue idee sulla tempra, sulle modalità di trattamento e sulle temperature. Su " K. Dunkelberg: "IL 31 BAMBOO"; c'è qualche cosa sui fenomeni di carbonizzazione del Bamboo.
PS: io tempro ad aria calda a vista. Una commistione tra i metodi 1 e 2. Ritengo che questo sia il sistema più efficace, più adatto alle caratteristiche del legno e alle condizioni al contorno: temperatura e umidità relativa dell'aria, età e stato di conservazione del legno. l'effetto cromatico è accattivante e lo stress residuo molto limitato. Ci vuole solo molto tempo. Per imparare a temprare ci vuole qualche anno, parecchie dozzine di strip bruciati, qualche canna rotta. Canna non stanga, la differenza tra i due termini sono 60 ore di lavoro!
