La spina



Prima di cercarla è bene capire di cosa si tratta e per meglio comprendere è utile conoscere i due processi produttivi con cui vengono fabbricati i grezzi. Quello ita e più artigianale si avvale di un mandrino rotante su cui vengono arrotolati fogli di carbonio intorno al quale vengono, con apposite macchine, avvolti a spire strette e serrate dei materiali elastici e termorestringenti al fine di mantenere uniti i fogli di carbonio sino a "cottura" completata. Dopo la cottura il materiale di avvolgimento viene asportato ed il grezzo si presenta come se fosse composto da tante spiraline. In realtà si tratta solo delle resine in eccesso che assumono le forme del nastro. Il blank può essere lasciato così o rettificato per renderlo liscio.
Con questo procedimento è evidente che ci saranno porzioni della sezione di qualunque grezzo in cui c'è più materiale ed altre in cui ce n'è meno in quanto è impossibile comprimere una spirale senza sovrapporne alcuna estremità. Oltre alla maggiore o minore presenza di materiale in termini di resistenza occorre tener presente che i grezzi costruiti con questo procedimento sono leggermente ovalizzati il che rende ogni lato diverso dall'altro.


Tutto questo pippone per dire che la tendenza a flettere è decisamente diversa a seconda di come utilizziamo un grezzo.
Se immaginiamo le forze (non quella oscura che qui c'entra poco) applicate alle varie porzioni si possono individuare 4 spine principali ovvero la spina "dura", quella "morbida", la "neutra dura" e la "neutra morbida".
Bel casino vero ? Non più di tanto.
La spina dura è rappresentata da quella "fetta" di grezzo che tende a flettere meno in quanto ha una maggior quantità di carbonio (per sovrapposizione dei lembi) oppure perché è la porzione di ovale più ampia, oppure l'insieme delle due cose.
La spina morbida si trova a circa 180° rispetto alla dura ed è rappresentata da quella fetta di grezzo in cui c'è minor quantità di materiale.
Le spine neutre si trovano a 90° rispetto alle altre due e, normalmente, non sono esattamente uguali ed ecco il perché della differenziazione tra neutra dura e morbida.

A prescindere dal tipo di spina è importante tener presente che non è mai univoca e può cambiare a seconda di dove si misura per cui è logico considerare la spina media, ovvero la media di tutte le spine.

Come ho già scritto ci sono metodi molto semplici per trovare la spina dura e quella morbida (sedie, piani paralleli ecc.) mentre per quelle neutre si tengono a 90° e poi, manualmente si cerca di capire quale è quella più o meno dura.
Un altro sistema piuttosto valido per misurare le spine è quello di fissare un perno orizzontale di fronte ad una parete coperta di carta millimetrata. Basta fissare il grezzo (tallone e vettino separatamente) sul perno, fissare un peso al grezzo e farlo ruotare sino ad individuare i punti di massima e minima flessione sulla carta mmtrata.


Quando la spina è stata finalmente individuata si tratta solo più di scegliere quale sia la migliore e qui non esiste nessun dogma se non personalissime convinzioni. Il mio unico preconcetto è verso le spine neutre che mi danno l'impressione di generare una torsione e quindi di favorire lo sbandieramento di coda, pur sapendo perfettamente che alcuni amici montano le loro canne sulle spine neutre (o flettenti) con ottimi risultati.


Tutti i discorsi fatti sino ad ora sono molto meno veri quando si parla di grezzi industriali provenienti dagli USA o da Taiwan in quanto una buona parte viene realizzata con tecnologia sottovuoto che permette di avere tutti oggetti uguali tra loro, tutti perfettamente circolari e non cilindrici e senza sovrapposizione di materiale. Tutto ciò vuol dire che la spina diventa assolutamente secondaria e l'azione della canna finita cambia poco o niente a prescindere dall'angolo di montaggio degli anelli.


Fabrizio Moglia

Servizi giornalistici del G.A.S.