SERRAMANIA

E’ l’alba….. uno specchio di mare appena increspato dal vento, il vostro popper che viene strippato velocemente alla ricerca di qualche predatore e all’improvviso una scia ed un violento attacco a cui segue la ferrata e, all’altro capo della lenza, esplode il finimondo ! Un pesce snello ed argenteo tira come un treno, salta come un canguro e non si arrende sino a quando arriva sotto i piedi dove, regolarmente, si slama lasciandoVi con il muso lungo.
Questo è, più o meno, il copione del primo incontro con un serra. Il vero problema non è tanto la slamatura quanto la febbre che vi porterà a cercare il pesce “maledetto” ogni volta che ne avrete la possibilità. Mettete pure in conto giornate da esaurimento nervoso con pesci che seguono l’esca sino in punta alla canna senza degnarla di un morso, altre in cui mangiano ma solo senza cavetto per cui tagliano regolarmente, altre ancora in cui mangiano “in punta” e si slamano oppure il peggio; giornate in cui cacciano ogni pesce che nuota nei paraggi, ogni cosa che muove, insomma tutto tranne la vostra imitazione.
Proprio per questi motivi rischia di diventare una vera e propria fobia!


Descrizione

Il serra è uno di quei pesci che si stanno rapidamente diffondendo lungo le nostre coste dove è sempre stato presente ma con numeri, sino a pochi anni addietro, insignificanti. Negli ultimi anni si è diffuso a dismisura tanto che in molte zone è considerato infestante.
Il Pomatomus Saltatrix è un bellissimo predatore dalla corporatura possente e con denti affilati come rasoi. La taglia massima raggiungibile è di oltre 12 kg anche se i più grandi catturati sino ad oggi nei mari italiani arrivano a poco meno di 10. La colorazione è grigio verdastra sul dorso, ricca di sfumature azzurro metallico sui lati e bianco sul ventre. Le pinne sono potenti e di grandi dimensioni e sono il mezzo attraverso il quale sprigiona tutta la sua potenza.
E’ un pesce totalmente carnivoro ma estremamente sospettoso e la sua cattura con la canna da mosca è un’impresa tutt’altro che facile anche dove staziona in branchi numerosi. Proprio per la sua grande diffidenza e per la difesa spettacolare è uno degli avversari “salati” più stimolanti, quantomeno in Mediterraneo.



Habitat

Ogni zona costiera ricca di pesce foraggio è potenzialmente apprezzata dai serra che si spostano in funzione della disponibilità di nutrimento. Le foci dei fiumi ed i porti sono le zone più ricche di prede e, di conseguenza, di serra ma anche alcune insenature naturali e lagune sono spots spesso produttivi.
Sino a qualche anno addietro i serra frequentavano le coste del Sud e del Centro Italia ed alcune zone erano note per le catture più significative (Circeo per esempio). Negli ultimi anni si sono diffusi sempre più a nord ed hanno colonizzato tutte le coste tirreniche e quelle liguri con una distribuzione piuttosto uniforme e massiccia. Tutti i litorali Maremmani e quelli della Versilia sono riccamente popolati di serra così come alcuni zone della Liguria dove si concentrano particolarmente all’imboccatura dei porti.


Periodi
E’ un predatore attivo durante tutto l’anno anche se i periodi di maggior attività (che non necessariamente corrispondono alle catture numerose) sono la primavera e l’autunno. L’estate è una stagione decisamente buona ma l’attività si limita a pochi istanti prima dell’alba e dopo il tramonto inoltre la massiccia presenza di esseri umani sui litorali li disturba parecchio e diventano ancor più str….. selettivi. Anche durante l’inverno si effettuano alcune catture ma sono casuali e non vale la pena organizzare uscite mirate. Il momento che offre la maggiori chances è il periodo compreso tra metà settembre e fine ottobre, grazie ad una massiccia presenza di novellame nell’immediato sottocosta ed alla temperatura dell’acqua piuttosto elevata.
Gli orari di maggior attività sono quelli con poca luce e quindi mattino molto presto e sera tardi, diciamo da 1 ora prima sino al sorgere del sole e da 1 ora prima a 1 ora dopo il tramonto. Mi risulta che non caccino durante la notte ma spero di essere smentito.
Le giornate con cielo coperto e mare non proprio piatto sono quelle in cui ci sono maggiori opportunità.
Le maree influiscono parecchio sull’attività predatoria del serra in quanto segue costantemente i branchi di novellame o di cefali che, soprattutto in prossimità delle foci o dei porti canali, si muovono solo durante il movimento di corrente.
Ovviamente queste sono regole di massima ma da non prendere per oro colato visto l’alta impredicibilità del serra che talvolta ci sorprende con spettacolari cacciate nonostante il sole alto ed il cielo terso e, di contro, può latitare completamente nonostante tutte le condizioni favorevoli.

Attrezzatura

Come si è già detto è un predatore veloce, potente e raggiunge taglie interessanti per cui è meglio affrontarlo con attrezzature robuste e correttamente dimensionate il che vuol dire qualcosa che ci permetta di ridurre al minimo i tempi di combattimento e che, quando necessario, ci aiuti a lanciare artificiali decisamente voluminosi.
La canna ideale è una 9’#9 o 10 ad azione rapida da abbinare ad una coda WF Intermediate sovradimensionata di un numero rispetto alla canna. Il mulinello può essere indifferentemente Direct Drive o Anti Riverse ma è importante che sia Large Arbour per darci una velocità di recupero elevata e dotato di una frizione eccellente (il combattimento con un serra di media taglia è sempre al fulmicotone !). Backing da 30 lbs circa in quantità sufficiente a dominare la fuga di un grosso esemplare (o di una eventuale leccia che, spesso, frequenta gli stessi ambienti del serra) e comunque non inferiore ai 150-200 metri.
Il finale varia molto in funzione del tipo di artificiale che utilizzeremo e dalla sua dimensione ma è comunque compreso tra i 7’ ed i 9’, sempre in Fluorocarbo conico e con tippet in acciaio strand monofilo da 30 lbs. Il finale in acciaio è sempre consigliabile perché i denti del serra sono in grado di tranciare di netto fluorocarbo anche di sezioni grandi. Quello monofilo è decisamente consigliato in quanto più resistente ai tagli mentre il multifilo tende a cedere su alcuni filamenti riducendo drasticamente il carico di rottura. La lunghezza del cavetto può essere minima per non disturbare troppo i predatori (e non precludere l’eventuale attacco di una spigola) e una decina di cm sono più che sufficienti.
Coda e backing vanno connessi Loop to loop, idem per coda e finale mentre la connessione tra finale e tippet in acciaio va eseguita tramite un nodo Albright.
A completamento dell’attrezzatura un Bocagrip da 35 lbs ed un buon paio di pinze per la slamatura. Il Bocagrip è utile per evitare di trovarsi la rete dei guadini dilaniata dai denti della nostra preda ma anche per tenere il pesce ben lontano dalle dita durante la slamatura che, ovviamente, va fatta con le pinze. Sottolineo ancora la cautela nel maneggiare questo splendido pesce non certo per descriverlo come un mostro ma ho visto ferite davvero brutte e profonde inferte da esemplari di taglia ridotta quindi immagino che quelli grossi siano in grado di fare danni davvero seri.


Artificiali

Questo è indubbiamente l’aspetto più complesso perché, come scritto in precedenza, il serra è terribilmente selettivo e si nutre in modo estremamente mirato. Se sta cacciando cefali dovremo tentare con imitazioni di cefali o, meglio, con grossi popper che danno la sensazione di un pesce in fuga ma, generando molta turbolenza, risultano più ingannevoli di una mosca che lavora sotto. Spesso vedremo i serra cacciare latterini o acciughe e dovremo adeguare la taglia dei nostri artificiali pena cocenti delusioni. In generale si può dire che la pesca a galla rende almeno quanto quella “sommersa” ma risulta decisamente più spettacolare e divertente. Slider, pencil popper, boiler popper, Crease Fly semplici e snodate e Gurgler saranno le imitazioni più usate anche se, in momenti particolari, conviene tornare al classico ed utilizzare Clouser Minnows o Deceivers. E’ sempre bene avere parecchi esemplari di ogni artificiale perché ogni abboccata del serra significa una mosca irrimediabilmente rovinata e sarebbe frustrante trovare la mosca giusta e doversi fermare dopo il primo attacco che, magari, non avrà neanche reso una cattura.


Tecnica di pesca

E’ un pesce insidiabile sia da riva che dalla barca e caccia quasi sempre nel immediato sottocosta. Evidentemente la barca ci permette di arrivare a tiro di tutti i branchi, anche se cacciano appena fuori dalla nostra portata di lancio però ha delle controindicazioni rappresentate dal rumore del motore. Quando ci si avvicina ad un branco di serra in caccia con la barca a motore, in genere, smettono di cacciare e si spostano di qualche decina di metri.
Da terra, sia pescando dai manufatti o dalle scogliere che in wading, si ha la possibilità di arrivare molto vicino ai pesci senza disturbarli.
Per meglio focalizzare i nostri sforzi è bene ragionare sulle diversi situazioni che ci capiterà di incontrare. Una prima grande suddivisione può essere tra i momenti con evidente attività di superficie e quelli in cui non si vede alcun segno palese.
Il primo caso è apparentemente più semplice da affrontare anche se la realtà è un tantino diversa. L’attività di superficie ci agevola nell’individuazione del pesce foraggio e, di conseguenza, nella scelta dell’artificiale. Se i serra stanno attaccando latterini, acciughe o altri piccoli pesci le relative imitazioni saranno piuttosto semplici da scegliere e lanciare. Per fare qualche esempio potremo utilizzare con buone chanches Crease Flies o Surf Candy di piccola taglia.
Se l’attività di superficie fosse rivolta a cefali di taglia consistente ci troveremo ad affrontare la situazione più difficile in quanto dovremo utilizzare mosche di grandi dimensioni (e quindi difficili da lanciare) a velocità di recupero stravolgenti…… avete presente a quanto viaggia un cefalo adulto in fuga ? Quest’ultimo caso è quello più frustrante perché vedremo una predazione selvaggia, continua e cruenta a pochi passi da noi ma con predatori del tutto insensibili ai nostri inganni.

Quando affrontiamo un posto in cui non abbiamo segnali superficiali possiamo tentare con diversi artificiali puntando sul fattore imitativo (Surf Candy, Lefty Deceiver), sul fattore movimento (Rabbit Candy, Black Zonker, Squid) oppure sullo spostamento d’acqua e sul rumore (Whistler, Gurgler, Crease).

E’ strano ma la pesca senza segnali visivi risulta, normalmente, più redditizia. Probabilmente dipende dal fatto che i serra in frenesia sono più attenti a ciò che predano in funzione della loro indiscussa superiorità e velocità rispetto alle prede ed al fatto che c’è tanto pesce foraggio che, esattamente come avviene in FW durante le schiuse intense, rende il pesce estremamente selettivo. Di contro, in situazioni di apparente calma e con poche prede a disposizione, il serra è più propenso ad attaccare gli artificiali.

Uno dei motivi che può portare ad inseguimenti senza successivo attacco può essere proprio la presenza del cavetto d’acciaio che, pur essendo quasi indispensabile, risulta, talvolta, limitativo sia perché troppo visibile sia perché limita la mobilità dell’artificiale. Questo avviene soprattutto quando si pesca sotto la superficie. In queste situazioni vale la pena fare alcuni tentativi senza il cavetto ed utilizzando mosche particolari in cui tutto l’artificiale è costruito verso la curvatura lasciando libero tutto il gambo dell’amo. In certi casi si è rivelata arma vincente.

A prescindere dal contesto di pesca è importante aver le idee ben chiare su cosa fare dopo un attacco per evitare cocenti delusioni. Come già detto, il serra è un eccellente combattente e manifesta la sua potenza con trazioni violentissime, salti spettacolari e continui e fughe veloci. I salti e le evoluzioni di superficie sono le fasi più pericolose e portano molto sovente alla slamatura ma anche le fughe repentine e la grande forza possono portare alla rottura del finale. E’ ovvio che, come per tutti i grandi combattenti, è indispensabile ridurre quanto più possibile i tempi di combattimento per aumentare le chances di portare a riva un serra. Il miglior modo per ottenere questo risultato è, oltre ad un corretto dimensionamento del complesso coda/finale/tippet, è esercitare in ogni momento la massima trazione possibile con canna quasi dritta (per ridurre l’ammortizzazione dovuta alla flessione), la frizione del mulinello perfettamente tarata sul carico di rottura del finale ma, soprattutto, avendo l’accortezza di sfruttare a proprio favore i molteplici salti del pesce. Ogni volta che salta bisogna immediatamente forzare con un deciso spostamento laterale della canna facendo in modo di tenere la lenza in costante tensione ma anche di avvicinare il serra ad ogni salto. Spesso sentiremo il pesce cercare il fondo con poderose testate e, anche in questo caso, è utile forzare al massimo.
E’ chiaro che forzare sino al limite dell’attrezzatura rende un tantino meno divertente il combattimento ma, considerando che gli attacchi non sono molto frequenti, che le allamate lo sono ancor meno e che, comunque, qualche pesce si slamerà, è importante fare quanto è possibile per aumentare il rate dei pesci allamati e recuperati (e magari rilasciati).

Se avremo fatto tutto correttamente ci troveremo a qualche palmo dai piedi un pescione argenteo e agitatissimo con una sfilza di denti taglienti come rasoi. Ricorrere ad un ampio guadino oppure al bocagrip ci permette di salpare il nostro avversario senza problemi. Evitate rigorosamente ogni tentativo di afferrarlo con le mani perché le ferite inferte dalla dentatura di un serra sono davvero brutte ed ho visto amici costretti alla sutura per morsichini apparentemente insignificanti.

Il rilascio non presenta problemi particolari essendo il serra un pesce molto robusto. Il tempo di slamarlo, di scattare un paio di immagini e via, verso il mare per crescere e riprodursi sperando che la sua progenie possa regalarci divertimento futuro!



Fabrizio Moglia


(per gentile concessione di Sedge & MayFly ; lo stesso articolo lo potete trovare sul n° di Febbraio 2005 della Rivista)