Belize


Il Belize è posto nella parte meridionale della penisola dello Yucatan e si affaccia al Mar dei Caraibi.

Su una superficie poco inferiore ai 23 mila kmq (circa 14 volte più piccola dell'Italia) vivono circa 240.000 persone con una densità di 10 abitanti per kmq. In Italia la densità è pari a 192 ab/kmq. La popolazione è costituita da meticci, Creoli e dagli ultimi discendenti dei Maya. Appartenente al Commonwealth Britannico il Belize, un tempo rifugio di pirati e bucanieri, ha ottenuto l'indipendenza dalla Gran Bretagna nei primi anni ‘80.
La capitale è Belmopan ma il maggiore centro del paese rimane Belize City. Gran parte del territorio è ricoperto sia dalla densa foresta tropicale che da un’incontaminata foresta fluviale. Le coste, come la regione settentrionale, sono prive di rilievi e piuttosto paludose mentre la parte meridionale è formata da una vasta pianura delimitata all'interno dai monti Maya. La flora pur essendo di tipo tropicale presenta specie che vanno dal cedro al mogano, al pino. Molte sono le piantagioni di banane e di agrumi.
Il Belize vanta un primato faunistico mondiale dato che costituisce l'unica riserva integrale al mondo per la protezione del giaguaro. Il paese inoltre possiede una vastissima barriera corallina (550 kmq), in gran parte intatta, anch’essa con una particolarità al suo interno: lo straordinario Blue Hole. Un'enorme “buco” dal diametro di circa 30 metri creatosi per la caduta di un grosso meteorite…….

Ricordo di essere stato in Belize qualche anno prima ed ero rimasto particolarmente colpito dalla rigogliosità delle mangrovie che in pratica ricoprivano il 99% delle rive di quasi tutti i cayos.

Potete immaginarvi la gioia di mia moglie che si era portata dietro i soliti 10-12 asciugamani “firmati” per prendere il sole…………

Comunque oramai c’eravamo e bisognava tentare.

Prima però dovevamo sopravvivere all’idrovolante……..




La ricerca della guida è stata esemplare: passeggiatina sull’unica spiaggia artificiale in prossimità di un piccolo villaggio di pescatori e lo vedo, eccolo là……….. mentre apriva il ventre di uno squalo, è l’uomo giusto…….

Sarà stato basso circa un metro e sessanta, volto cattivo con occhietti da “Far West”, pelle erosa dal sale, capelli neri e un paio di baffetti da sparviero, mi ricordava tanto Charles Bronson.

Dopo un estenuante trattativa raggiungiamo l’accordo di 100 $ USA per un’intera giornata di pesca……e il 50% anticipati.

Appuntamento alle 06.00 del giorno successivo e mi indica quale era la sua abitazione.

La sera preparo i finali da tarpon, da barracuda, seleziono un pò di mosche e mi metto dormire fantasticando…..

Puntuale come un swatch al quarzo mi presento alle 06.00 ma della “guida” nemmeno l’ombra…..

Passano solo due minuti e incomincio a bussare alla porta dell’abitazione e dopo un lungo insistere mi compare d’avanti un uomo ancora ubriaco dei bagordi della sera precedente (ecco a cosa gli servivano i 50 $ d’anticipo….) che nemmeno si ricordava degli accordi.

Era già vestito, quindi senza nemmeno lavarsi prende una enorme cassetta da elettricista e una canna da spinning (?) e saliamo in barca.

Cosa vuoi pescare per primo, mi disse…..la marea è montante……

E io gonfio come un tacchino a natale gli risposi….tarpon!

Immobile sulla punta della barca, curvato come un condor, coda fuori e mosca in mano, scrutavo l’acqua come un albatros affamato.

E così ci rimasi per un paio d’ore.

Con un po’ di mal di schiena, gli sussurrai se nei paraggi c’era un posto da bonefish in wading, e lui mi rispose prontamente che non c’era nessun problema…..

Prendo quindi la mia inossidabile #8, mi infilo le scarpette e mi calo in acqua.

Alle mie spalle incomincio a sentire dei grossi tonfi seguiti da cacciate, mi volto ed incredulo vedo la mia guida lanciare con la famosa canna da spinning un popper di 500 grammi…..

Ma che ca##o fai? Gli dico!

Devo prendere un barracuda per questa sera! La mia famiglia tiene fame! Mi rispose……..

Avevo già capito “l’antifona”, si prevedeva un cappotto di dimensioni apocalittiche, e così fù.

La giornata si concluse con un piccolo bone, un piccolo barra e un baby tarpon:






Passammo così solo due giorni a causa di un quantitativo imbarazzante di punture di zanzare che mi stavano provocando un problema da non sottovalutare e quindi fuggimmo per Miami dove finimmo la vacanza in mezzo ai Bay Watch.

Vi ho introdotto questa prima esperienza perché l’anno scorso decidemmo di riprovare, senza moglie e organizzati meglio.

La scelta cadde per l’isola di Ambergis Caye con i motivi che vengo subito ad elencare:



Il lodge che abbiamo scelto è situato nella parte nord dell’isola di Ambergis Caye. Ci sono due ragioni valide per andarci a pescare, prima ragione perché qui la pesca, al di là del periodo di massima validità che và da fine aprile a fine settembre, si mantiene buona anche per la restante parte dell’anno.

Seconda ragione la peculiarità della sua collocazione geografica, piuttosto a sud e quindi poco esposto alle correnti fredde della stagione invernale.




Quasi la metà delle flats della zona sono guadabili. Quelle invece che hanno fondali molto morbidi vengono affrontate dalla guida con la barca. Attorno ad Ambergis Caye ci sono numerosi bonefish, tonici e vivaci, che in proporzione alla loro lunghezza pesano molto. Il territorio di caccia è formato da bassissime flats che si estendono per chilometri e chilometri, dove il pesce nuota con la coda o il dorso fuori dall’acqua e da flats dove l’acqua arriva fino al ginocchio, costringendoci così ad una perlustrazione di pesca palmo a palmo.










Qui è possibile pescare il tarpon nelle flats che circondano alcune isole della zona raggiungibili in circa 30/40 minuti di barca e la guida ci assicura che in qualsiasi momento dell’anno è possibile allamare tarpon dai 10 ai 40 chilogrammi di peso……
…..più di 10kg che di 40………


(da notare la grande capacità fotografica di Andrea…)




Le acque circostanti sono popolate anche da numerosi permit. Ma c’è da sapere che questa non è assolutamente una pesca di grandi numeri. E’ possibile avvistare banchi di permit che vagabondano alla ricerca di granchi. Un grande banco che riluce mentre si sposta qua e là velocemente alla ricerca di cibo. Tanti lanci in varie direzioni. Lanci lunghi, lanci più corti, più spostati, perchè i permit sono lì, li vedi ma le catture sono pochissime.
In questa specifica occasione ho visto più permit qui in un giorno che in tutta la mia vita da esploratore caraibico, addirittura ti permettevano di cambiare la mosca più volte, ma vi potete immaginare che erano di una selettività pazzesca………

Solo Andrea è riuscito ad allamarne uno (in calata con un clouser bianco panna e occhi rossi), ma è dovuto scendere con il diametro del tip a 0.25 ed è inutile che vi dica che dopo che si è accorto di essere allamato, con una fuga gli ha spaccato tutto in velocità nonostante la frizione fosse tutta aperta…

Diversa la situazione per lo snook e il barracuda. Questi pesci sono più facili e grazie alla loro ragguardevole taglia si rivelano ottimi lottatori.





Comunque la sera quando si rientrava, c’era la possibilità di pescare bone proprio davanti al lodge in wading, mai visto bone così selettivi: tip lunghi e sottili, mosche leggerissime e in tinta con l’ambiente, lanci molto lontani dal branco e attesa…



Qui la 9 #6 si è dimostrata vincente, oltre che divertente.
La 9 #10 è più che sufficiente per i tarpon, considerando che si pesca nel bel mezzo delle mangrovie, magari caricata con una coda #11 per agevolare lo shooting con un solo falso lancio.

La #12 conviene tenerla montata……non si sa mai…..

La #8 in presenza di vento è consigliabile per i bone.

Sempre la #10 per permit barra e snook



Questo è anche il posto ideale per fare una gara con gli amici su chi prende il bone più piccolo, naturalmente il Guru sono io e ho vinto io:





Schicchi ha pagato da bere a tutti…



Concludendo non abbiamo preso molto pesce, però abbiamo avuto le migliori opportunità mai viste altrove.
Tanti tarpon grossi, tante palomete enormi e qualche barra “over size”.

Il problema è che qui il pesce ha subito una pressione alieutica USA piuttosto importante, e questo si sa che produce una situazione di selettività da parte del pesce non indifferente, quindi qui la pazienza e il sangue freddo sono d’obbligo:




Qui la selezione di mosche la fa da padrone.
Portatevi un morsetto dietro, conviene costruire su precise indicazioni della guida.

E vai con la carrellata di mosche che hanno permesso “tutto” questo

Tarpon

:






Permit:




Bone (per la pesca davanti al lodge, togliere gli occhietti):






Barracuda:





Due consigli:

1) non accettate sigarette da estranei
2) portatevi uno scatolone di profilattici


Paolo Cazora