Tigullio:BWSFF

Che dire!
Provo a descrivere le mie sensazioni in quella che è stata la mia prima esperienza di pesca dalla barca con attrezzatura da mosca in cui ho visto prendere e preso pesci. Le altre volte non avevo visto niente, né mangianze né pesci. Con questa uscita tutto mi è cambiato.
Comincio a capire il perchè dei tanti cappotti sopportati. Basta un solo pesce per ricambiare tutto quello che un pescatore può subire da una pesca come questa, sia dal punto di vista fisico che psichico.
Il sabato è cominciato senza vedere mangianze. Passa qualche ora e attività zero. Stavo cominciando a preoccuparmi. Ci siamo spostati in direzione Recco. Il mio capitano di vascello mi dice: “Reggiti! Mangianza all'orizzonte!” Io cercavo di vedere e capire dove stavamo andando. Ma io non vedevo niente.
Siamo sulla prima. Dentro di me mi sono detto. Vai faccio strage! Tanto che vuoi che sia: basta lanciare dove c'è le acciughe!

Faccio in tempo a pensarlo che il capitano è già incannato con un bel tombarello e io dovevo ancora lanciare, in piedi a prua in equilibrio precario. Manca poco che faccio un carpiato e intanto la palla di acciughe è scomparsa. Cominciamo bene!

Altra scena: Mangianza all'orizzonte! E via si parte. Ad un certo punto ho cominciato a dire che le vedevo anch'io, altrimenti la cosa si stava facendo imbarazzante. Molto imbarazzante.
Il capitano fa una discreta serie di tonnetti, tutti prontamente rilasciati. Ma come? Eppure....Va beh, lasciamo stare! Ho in canna il mio primo tombarello, bella botta e via di corsa. Che treno! Ovviamente mi si è incastrata la coda e nel tentativo di sbloccarla mi ha schiantato il finale. Ovviamente, non avevo dubbi che al mio primo pesce serio doveva succedere qualcosa. In tutta la giornata ho avuto altri attacchi ma tutti persi, non riuscivo a ferrarli. La giornata si è conclusa con tre tombarelli, una dozzina di tonni rossi (ovviamente tutti del capitano, non miei). Rientramo in porto, da una parte un po' avvilito per non averne salpato neanche uno dall'altra euforico perchè almeno li ho avuti in canna. Prima del porto parte una mangianza: ci avviciniamo e attacco qualcosa. Un sugarello! Fate come volete, storcete il naso, ma ho goduto come una scimmia!

Il giorno dopo ripartiamo e subito andiamo in direzione Recco. Per oggi ci risparmiamo il giro turistico di tutta la costa ligure.
Prima palla il capitano fa doppietta di rossi. Ne aggancio uno che ovviamente mentre sto per prendere in mano per la slamatura si slama e ciao. Poco male, ha solo anticipato i tempi. Solo che mi sarebbe piaciuto per una foto. Tutto il giorno si combatte con palle di acciughe che appena arrivi a quaranta metri affondano, acciugai che con il retino arrivano e ti entrano nella palla. Insomma anche a questo giro ormai pensavo di non tirarne in barca neanche uno.
Alla fine invece ne perdo uno e altri due finalmente arrivano a destinazione.
Con un sorriso a 128 denti rientramo piano piano in porto

Impressioni di chi è la prima volta che fa questa pesca:
- Occorre un capitano di vascello che abbia una vista come Superman. Sono convinto che se vado io con un altro pescatore alle prime esperienze o abbiamo la mangianza accanto alla barca oppure prendiamo il sole o la pioggia a seconda del tempo;
- Occorre una barca veloce, gli acciugai sono agguerriti e a volte le mangianze sono lontane, molto lontane;
- Occorre saper lanciare bene e veloce. Diritti sulla palla e alla stesso tempo stare in equilibrio in barca. Non è stata facile.

Queste sono le mie veloci impressioni di due giorni intensi vissuti per mare.
Un grazie a chi mi ha ospitato e accompagnato in lungo e in largo e ha fatto di tutto per farmi prendere un pesce. Ad esempio mettere la barca in posizione tale da avvantaggiare uno scarso lanciatore in piedi sulla prua. Ci sei riuscito Fabrizio a farmi prendere almeno un pesce. Non è cosa facile......

Luca Poggialini (Luha)