“PESCARE A NINFA CON IL METODO DI SAWYER, THE MASTER ON THE NIMPH”

“Altri ragazzi ci sono oggi, sulla riva del fiume, ragazzi pieni di monellerie e divertimento, proprio com’ero io. Ma cresceranno, come ho fatto io, ed un giorno i loro figli verranno nella valle, per ricevere le loro gioie e dolori e per il dolce scorrere dell’Avon. Attraverso tutte le stagioni dell’anno si fa strada serpeggiando verso il mare, ridacchiando dolcemente, di quando in quando, passa oltre i bassi ghiareti, ridacchiando, penso, perché conosce l’enorme fascino esercitato da quello che nascondono le sue scintillanti acque, fascino che di volta in volta stringerà il cuore di un ragazzo e lo terrà prigioniero per sempre.”.
(Frank Sawyer)

Frank Sawyer (classe 1906) è nato a Bulford, Wiltshire. All’età di 13 anni lascia la scuola e a 18 diventa sottointendente del fiume Avon che non lascerà più fino alla sua morte, avvenuta sul fiume stesso e con la sua fida canna in mano. Sin da ragazzo si era perdutamente innamorato del suo fiume, dove trascorreva ore ad osservare la vita che lo animava e da questa sua passione per le osservazioni, è nato il suo metodo di pesca. La sua prima preoccupazione come intendente del fiume era rivolta alla difesa d’ogni forma di vita ed in particolare agli insetti che fornivano il necessario sostentamento agli abitanti del fiume. L’importanza della figura, di quello che diventerà l’intendente capo della Officiers’ Fishing Association water at Netheravon, nello scenario della pesca a mosca, è enorme.

Se Halford, Marryat e Skues rappresentano gli innovatori dell’era vittoriana (1851 - 1900) e sono gli uomini che hanno saputo dare una svolta decisiva alla tecnica della pesca con la mosca (Marryat ed Halford per la secca e Skues per la ninfa negli strati superficiali), Sawyer, a mio avviso, rappresenta, invece il prototipo del pescatore moderno che per la prima volta si pone il problema della tutela di un ecosistema fluviale.


L’AMBIENTE

Gli ambienti ideali in cui pescare con il metodo di Sawyer sono i chalk stream dove, in virtù dell`abbondante vegetazione del fondo (tipo Gacka), in diversi momenti della giornata le trote si nutrono a mezz’acqua, oppure tutte le acque limpide durante una schiusa (e quindi con le ninfe in risalita).

Uno dei fondamenti del metodo di Sawyer sono basati sull’osservazione. Il pesce va prima cercato, trovato e, solo dopo aver intuito di quale ninfa si sta cibando, insidiato.


LE MOSCHE

L’imitazione è importante quanto nella pesca a secca. Una buona selezione deve preferire le ninfe nuotatrici (Baetidi ed Ephemerellidi), in quanto nuotando liberamente sono le più indicate ad interpretare questa tecnica ma, non solo, l’aggiunta di piccoli plecotteri, sedges e chironomi daranno più completezza e possibilità di scelta. I colori da privilegiare per le effimere saranno quindi: marrone, oliva e grigio. Le misure degli ami dovranno essere comprese fra: #14 e #20.
Ecco, per esempio la selezione proposta da Carlo Peute: <<Ho due scatole di ninfe, una con le testine - tungsteno e normali - e una con le ninfe leggere.

Le ninfe (che uso regolarmente) con la testina sono; Pheasant Tail, G.R.H.E. (Gold Ribbed Hare’s Ear), Red Fox Squirrel, Plecottero che trovate nella fly box, ninfa rosa, ninfa su amo grub in biot di tacchino e gallina. Quelle leggere sono: verde, giallina, marroncina, costruite con zampette in gallopardo.>>.
E’ consigliabile, per quelli che si dedicheranno per la prima a questa tecnica, di non utilizzare una selezione ampia di ninfe ma, di limitarsi ai modelli basici

(Foto sopra) Le più famose ninfe di Sawyer sono: Pheasent Tail, Sawyer Swedish, Bow Tie Buzzer, Grey Goose e Killer Bugs.
Oggi, grazie ai nuovi materiali a disposizione dei fly tyers, è possibile costruire modelli sempre più aderenti al tipo di ninfa ideale per questa tecnica.
Ecco una bella interpretazione di Pheasent Tail (in ice dubbing) che nuota in risalita, realizzata da Enrico Salvatori. Le sacche alari sono gonfie e nere (indicative di ninfa matura che sta per schiudere) e l’amo è piegato al fine si simulare il movimento tipico della ninfa nuotatrice. Credo che il vecchio Frank approverebbe questa imitazione che riassume il frutto delle osservazioni che lui tanto amava fare sul fiume.

A tale riguardo ecco qui di seguito il parere di alcuni frequentatori del Forum di FlyAg.:

Fabrizio Moglia: Il massimo l'ho visto in Francia, sulla Loue, dove ho osservato grandi PAM francesi praticare la ninfa a vista in modo straordinario. Mi sono fatto spiegare parecchie cose ed uno degli elementi che mi ha colpito è proprio quello delle ninfe utilizzate che, secondo la maggior parte dei PAM con cui ho parlato, devono essere di dimensioni molto simili alle ninfe vere presenti, avere un rate di affondamento adeguato alla postazione. Non danno invece grossa importanza al colore perché la loro tecnica, se applicata correttamente, non da tempo al pesce di osservare con attenzione la ninfa.

Luca Gualco: Io pesco spesso con ninfa a vista i temoli dell' Unica, questo è il mio dressing:
Amo 16-18 con apertura stretta e gambo medio appesantito con filo di piombo sottilissimo.
Coda 2 fibre di fagiano maschio.
Addome floss verde oliva/bruno.
Torace pavone sintetico.
Quello che secondo me è realmente importante rimane comunque la presentazione, finale da 12 feet 5X con aggiunta di 60 cm. di 7X......
Rimane comunque una pesca che da ottimi risultati se viene praticata con continuità e con assoluta convinzione.....

Enrico Salvatori: Imitazione esatta si, ma da quale punto di vista?
Il punto cruciale è che l’imitazione deve essere esatta dal punto di vista del pesce e non dal punto di vista del pescatore. Valutare il grado di imitatività degli artificiali dal punto di vista del pescatore può essere fuorviante perché di fronte alla semplicità delle mosche che catturano, si può essere portati a credere che una mosca valga l’altra
È il mettersi dal punto di vista del pesce che ha consegnato alla storia imitazioni come la la Pheasant Tail di Sawyer.
Il fatto che ai nostri occhi la PT non appaia imitativa non deve indurci a credere che la scelta degli artificiali possa essere una componente secondaria della pesca. La sua semplicità non deve essere scambiata per improvvisazione e superficialità. Sawyer arriva a quel dressing dopo un lungo cammino di osservazioni, studi entomologici e prove sul campo. Per dimensioni, per materiali utilizzati e per silhouette la PT è a detta di Sawyer quanto di più imitativo si possa proporre alla vista di un pesce.
È l’attenta osservazione dell’anatomia delle ninfe nuotatrici e del loro comportamento in acqua che lo portano ad utilizzare come materiale la coda del fagiano per dare impressione di vita e movimento ad imitazione delle branchie. È il grado di maturazione delle ninfe che porta a far si che la parte superiore del torace, che imita gli astucci alari, debba avere una tonalità più scura del resto del corpo. È l’osservazione del fatto che quando le ninfe nuotatrici nuotano, tengono le zampe chiuse sul corpo per essere idrodinamiche che lo portano a costruire imitazioni senza zampe.

LA TECNICA

Dopo aver scelto e studiato il giro della corrente o la venatura d’acqua, sotto la quale staziona il pesce, si lancia a salire almeno un metro a monte della trota ma attenzione, mai sulla testa, bensì lateralmente: a destra o a sinistra. Si lascia scendere, quindi, la mosca e, quando ormai è nelle vicinanze della trota, bisogna sollevare il cimino della canna producendo un movimento verso l’alto della ninfa. Sarà quest’ultimo movimento a determinare il successo dell’azione di pesca.
La precisione del lancio, l’accuratezza della presentazione e il movimento finale di risalita saranno fondamentali al fine di catturare l’attenzione del pesce e scatenarne l’attacco (induced take).


L’azione conclusiva e, forse, più importante è la ferrata. Molte belle presentazioni sono risultate inutili, in quanto, a fronte dell’abboccata del pesce, abbiamo anticipato o ritardato la ferrata.
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Il comportamento dei pesci è sempre sorprendente, a volte ghermiscono la nostra esca con violenza ed a volte si limitano ad assaggiarla ma, non trasmettono la toccata. Appare evidente che sarà il loro movimento ed in particolare quello della bocca a dare il via all’azione finale, ma a dettarne il tempo saranno probabilmente i palpiti del nostro cuore.

L’ATTREZZATURA

Data l’affinità che il metodo di Sawyer ha con la pesca secca, le canne consigliate sono le medesime, quindi si potranno usare canne dai 7 ai 10 piedi e per code (io preferisco quelle in seta DT) da #2 a #5.

Per quanto riguarda i finali potranno variare fra 1,5 mt e 3,3 mt con tippet compresi fra 70 cm e 110 cm.

BIBLIOGRAFIA CONSIGLIATA

Pescare a ninfa di Giuseppe Re – Edizioni GEA (1998)
Ninfa tecniche di costruzione di Giuseppe Re – Edizioni Caramanica (2004)
Frank Sawyer Omnibus (Keeper of the stream – Nymphs and the trout) – The Flyfisher’s Classic Library

RINGRAZIAMENTI

Si ringraziano, in ordine di apparizione: Fabrizio, Luca, Ombra, Enrico salvatori, Peter, Enrico P, perché senza il loro contributo di domande ed esperienze nel thread “Ninfa a vista, imitazioni esatte?``` non sarebbe stato possibile redigere questo piccolo compendio.

Desidero chiudere questo mio breve lavoro, con la frase di Sawyer che amo di più e che meglio rappresenta cos’è per me la pesca con la mosca:

“I do fly fishing to get smile on my face” F. Sawyer

Maurizio Chiossi