![]() |
|
LA T.L.T.: TECNICA DI LANCIO TOTALE
Analisi di una tecnica di lancio che ha stravolto il modo di pensare
La Tecnica di Lancio Totale, più comunemente detta TLT, è stato probabilmente il fenomeno più importante e significativo che la pesca a mosca italiana e forse anche straniera, abbia prodotto in questi ultimi 25/30 anni. Fino ad allora il lancio era visto come un elemento relativamente importante del sistema, dando alla mosca, intesa come esca, il compito primario delle soluzioni dei problemi. In altre parole la cattura era nelle sole mani dellartificiale mentre lo scopo del lancio era quello di farlo arrivare in qualche modo nei pressi dellobbiettivo lasciando allo stesso il compito di compiere il resto. Quindi una concezione del lancio destinata a fare la parte del parente povero. Con il passare del tempo levoluzione di tutta la tecnica mosca ha fortunatamente dato al lancio il giusto ruolo, non più solo quello di dirigere la mosca sullobbiettivo, ma in particolar modo di poterla presentare nel migliore dei modi, di poterla infilare in punti assurdi che prima di allora erano impensabili, di poter contrastare il dragaggio in modo eccellente, ed infine, ma molto importante, di poter finalmente comandare in acqua e non essere più schiavi del suo incontrastato potere. Tutto questa a prodotto la TLT. La Tecnica di Lancio Totale è il frutto più che trentennale del lavoro svolto da Roberto Pragliola che, grazie alle sue intuizioni e alle sue grandi doti tecniche, ha saputo mettere in pratica ciò che la fisica aveva già scritto. Prima della TLT e quindi di Pragliola pochi e con scarsi risultati si erano posti il problema, forse anche perché la cultura alieutica della mosca era per lo più finalizzata ad ambienti diversi, come ad esempio le risorgive, in cui molte delle suddette problematiche erano, e sono, sicuramente gestibili in maniera altrettanto diversa. In altre parole, a mio avviso, andare in torrente con delle attrezzature e delle tecniche adatte più alla pesca in risorgiva creava molte difficoltà e questo fece si che il lancio e la mosca secca in particolare, in queste acque fossero considerati come parenti poveri della sommersa che inevitabilmente era la tecnica qui più utilizzata e che fatalmente, proprio per una difficile gestione del lancio e della pesca, faceva considerare il torrente nei confronti della mosca, come un corso di secondaria importanza. Parlare di TLT è senzaltro impegnativo, poiché i concetti sono molto vasti e a volte discretamente onerosi, e pertanto ho pensato di enunciare quelli che sono gli elementi più importanti cercando contemporaneamente e cogliendo la palla al balzo, di fare un po di chiarezza anche su tutto quello che di profondamente errato è stato detto e raccontato in questi anni senza sapere in effetti di cosa si stesse parlando. Essendo un vecchio allievo di Roberto Pragliola credo di possedere quei requisiti necessari che mi danno la facoltà di poter parlare della TLT in maniera corretta sperando contemporaneamente di suscitare interesse anche verso coloro che non amano particolarmente questi argomenti.
CHE COSA E LA TLT.
La Tecnica di Lancio Totale, in linea generale come abbiamo visto, nasce con lintento di risolvere praticamente tutte le problematiche che il fiume di volta in volta propone lanciando un artificiale galleggiante. Quindi non è quella tecnica da prato come molti ancora la definiscono finalizzata al solo scopo di generare loop stretti e code cosiddette pulite, semmai queste sono delle conseguenze. Ma contemporaneamente non è neanche la panacea di tutti i problemi cioè la tecnica con la quale si è in grado di risolvere praticamente tutte le questioni della pesca a mosca in generale. In altre parole la TLT è una tecnica che predilige una ben precisa tipologia di attrezzatura e cioè canna corta e code leggere poiché è tramite di queste che si può sfruttare al massimo quello che offre, e perciò bisogna diffidare di coloro i quali affermano che lanciando in TLT con tali attrezzature sono in grado di proiettare grosse e pesanti ninfe o aerodinamici popper come se niente fosse. Magari fosse vero, si avrebbe in un sol colpo la soluzione di tutte le varie problematiche della pam. Semmai possiamo affermare che colui che ha una discreta conoscenza di tale tecnica, può avere dei vantaggi nellutilizzare altre attrezzature come ad esempio una 9 piedi che lancia una pesante decentrata a cui è legato un finale che porta una pesante ninfa o un grosso popper. Questo perché dovrebbe conoscere le matrici che stanno alla base di alcune situazioni dinamiche in relazione al lancio e quindi avere in un certo senso più dimestichezza con lattrezzatura in genere anche se queste in effetti richiedono una tecnica del tutto diversa che genera tempi e movimenti altrettanto diversi di quelli che stanno alla base della TLT. Quindi possiamo dire che la TLT è una soluzione ottimale con cui affrontare delle situazioni ben precise. Un esempio pratico, come abbiamo visto, è il torrente che vuol dire acque mosse in cui tutto è legato al mimetismo e nello stesso momento alla precisione, in cui quasi sempre il primo lancio è quello che conta ed in cui la gestione di unattrezzatura leggera ed estremamente maneggevole sta alla base per avere una soluzione immediata di situazioni estremamente ostiche. Quindi una tecnica se vogliamo elegante e molto pratica in cui nulla è fatto per caso ed infine, cosa forse più importante di tutte, una tecnica finalizzata per pescare di più ed in maniera più semplice e pratica. La profonda conoscenza di Roberto Pragliola del torrente e quindi della sua assidua frequentazione, ha avuto un ruolo cardine per la messa a punto della tecnica, mettendolo in condizione di studiarne tatticamente tutti i suoi aspetti. Quindi al maestro il grande merito di aver finalizzato una tecnica in funzione delle realtà alieutico-ambientali in cui ogni fiume è suddiviso. Per ricapitolare, pertanto, la Tecnica di Lancio Totale è nata ed è utilizzata per pescare a secca con canne corte e code molto leggere (2/3), anche se qualcuno asserisce che si possono lanciare con queste delle grosse e pesanti imitazioni (io personalmente non mi sognerei mai di far muovere un TIR con un motore di una 126, ma semmai una 126 con un motore di una Ferrari). A mio avviso ognuno di noi dovrebbe a priori conoscere a fondo la dinamica che regola certi meccanismi prima di dire certe cose, anche perché molti asseriscono di conoscere la TLT solo perché lanciano con una 3, ma vi assicuro che prima di affermare ciò si deve entrare mentalmente in un mondo completamente diverso da quello in cui si è vissuto magari per anni e che è regolato ed impostato su dei fondamenti altrettanto diversi. In effetti non è uneresia se si afferma che prima di parlare di TLT si debba essere sicuri di pensare in TLT nel senso stretto della parola, poiché questa tecnica non è solo una sistema di lancio, ma è una vera e propria filosofia della pesca a mosca.
I PRINCIPI DELLA TLT.
Per far si che questa tecnica possa esprimersi al meglio, è necessario soddisfare dei principi fondamentali che fanno capo allattrezzatura e alla fisica vera e propria del lancio. Come abbiamo detto più volte, le attrezzature debbono essere formate da una canna corta, lideale è un 7,6, che abbia delle caratteristiche fisiche ben precise e che approfondiremo poi, da una coda leggera, una 2/3 Doppio Fuso e da un finale lungo, poiché elemento a cui demandare moltissimi compiti. Iniziando dalla canna è necessario definire quelle che sono le caratteristiche in relazione ai tre elementi che delineano un buon attrezzo per la TLT e cioè la Rapidità, la Potenza e lAzione. Dal momento che tale tecnica basa la sua manovra sulla velocità, è evidente che una canna che facilita questa componente debba essere discretamente rapida, o meglio, quanto basta per far si che la coda possa essere lanciata e richiamata con dei ritmi adeguati alla velocità che si imprimerà allattrezzo. La potenza di una canna idonea a lanciare in TLT apre unaltra finestra di considerazioni. Quando una canna è tarata per lanciare code leggere ad esempio una 2, si dovrà caricare immediatamente a causa della leggerezza della coda, e questo la renderà particolarmente molle e rispondente a dei ritmi decisamente lenti provocando inoltre una immediata flessione della stessa con una relativa entrata in azione. Se è chiaro questo concetto, capiamo il perché una canna idonea alla TLT debba essere tarata per lanciare code più pesanti, ad esempio una 4. Per far si che un simile attrezzo possa entrare in azione, ci sarà bisogno di una compensazione tra il poco carico (peso della coda) con laumento di velocità. Quindi potenza superiore alla coda lanciata. Oggi la produzione, specialmente italiana, si sta orientando a tarare le canne con il numero di coda giusto, cioè una canna che lancia una due, non sarà molle come nel caso precedente, ma avrà per così dire un certo nerbo, a vantaggio di ritmi decisamente più veloci. E normale che chi non lancia in TLT avrà con queste canne qualche difficoltà proprio perché non avrà la giusta velocità di esecuzione. Per ultima metterei lazione poiché la ritengo in una canna idonea a lanciare in TLT la componente più importante, poiché essendo quella che si identifica con la curvatura sotto sforzo, diventa inevitabilmente quella che in un verso o nell'altro influisce anche sulle altre due. In effetti una canna ha la sua rapidità e la sua potenza, ma entrambe sono soggette all'azione poiché una canna non sarà rapida se ad esempio questa possiede una azione di pancia o parabolica, o potrebbe non essere potente se ha un'azione di punta. Ma come deve essere lazione di una canna capace di lanciare in TLT ? In linea di massima deve essere tendenzialmente di punta ma che contemporaneamente sia progressiva e cioè prenda forma proporzionalmente al carico della coda che è fuori in quel momento. Questo determina un certo adattamento dell'attrezzo al peso e non solo, poiché una canna con simile azione, riesce a dare il massimo in tutti quei tipi di lancio in cui non ci si limita ad andare solamente avanti e indietro con la canna ma la si utilizzi, come si dice, a 360° cioè facendola lavorare anche in quelle parti che generalmente vengono utilizzate poco come il pedone, unaltra prerogativa della TLT. Una canna concepita in tal modo, avrà una giusta conicità ma senza esagerare. In effetti una conicità accentuata genererebbe una canna troppo rigida in basso che avrebbe grosse difficoltà a potersi caricare nel pedone qualora glielo si richieda, così come una canna poco conica, cioè con un profilo più cilindrico, si avvicinerebbe troppo al parabolico compromettendo la rapidità. Una delle difficoltà maggiori quindi nel progettare una canna che debba avere i giusti requisiti per la TLT, è proprio quella di trovare le giuste conicità. Oggi, comunque, i nuovi materiali come ad esempio il T 1000 unito ad altri carboni di elevato modulo, riescono a far si che il profilo di una canna sia decisamente meno conico a vantaggio della leggerezza e della plasmabilità. Un altro elemento importante dellattrezzatura è la coda di topo. Se è vero che la storia della mosca è contraddistinta dallo studio di due fattori che sotto laspetto tecnico sono da sempre stati degli obbiettivi da raggiungere come la velocità e la leggerezza, è indubbio che la lenza deve essere adeguata a queste esigenze. La TLT utilizza code leggere e per leggere intendo quelle che vanno dalla 2 al massimo alla 4. La coda leggera possiede in termini pratici molti vantaggi come ad esempio la delicatezza di posa, la facilità di forare il vento, ma cosa più importante, la possibilità di poter essere gestita in maniera estremamente efficace. Per far si che tutte queste cose si possano verificare, è indispensabile luso di una DT poiché questa tipologia di coda essendo più equilibrata, da più garanzia in fase di gestione. La delicatezza di posa con una coda leggera è cosa talmente lampante che non cè bisogno nemmeno di parlarne. La posa di una 2 è senzaltro migliore di quella di una 6. La facilità di forare il vento con una coda leggera è altrettanto evidente. Molti asseriscono il contrario poiché dicono che una coda più pesante ha più uninerzia, ma non considerano lattrito con laria che in una coda più pesante è maggiore, mentre quella leggera tagliandola meglio avrà una penetrazione molto più efficace. Chi sa lanciare, in generale, sa che non è sufficiente mandare avanti e indietro la canna e basta, ma, specialmente in acque mosse, lattrezzatura arriva ad essere plasmata in mille modi affinchè si possano gestire al meglio le innumerevoli situazioni diverse che, ad esempio in torrente si presentano, e le code leggere assumono al meglio questi compiti. Per modellare una porzione di coda, oppure ribaltarla tutta o in parte, o anche smorzare la sua velocità iniziale senza avere il rischio di disturbare larea di pesca e altro ancora, sono degli interventi che possono essere risolti egregiamente con una coda leggera. Infine il finale. Alla TLT si deve dare atto di aver rivalutato il finale, almeno in Italia, togliendolo dal vecchio ruolo in cui era stato relegato e cioè congiunzione tra coda e mosca, dandogli quello che più gli compete e cioè fattore di bilanciamento di tutta lattrezzatura da mosca. Il finale è senza dubbio lelemento più importante dellattrezzatura per la TLT, perché se è vero che per la canna ci si può adattare così come per la coda, per il finale assolutamente no. In effetti non basta avere un finale ben bilanciato se poi è corto, poiché è tramite la lunghezza che si può combattere il dragaggio. Se è vero che questo negativo elemento lo si può vincere intervenendo sulla coda fino a certe distanze, sarà il finale il delegato principale a sconfiggerlo anche in spazi più ristretti. Pensate ad alcuni lanci antidragaggio come il ribaltato, o langolato rallentato, o lo stesso curvo, ecc., se venissero eseguiti con un finale corto sarebbero praticamente dei lanci inutili. La sua lunghezza per la TLT deve essere almeno il doppio della canna con cui si sta lanciando, e quindi 4/4,5 mt., per arrivare ad un 5,00 mt, come misura ottimale. Fin qui a grandi linee ciò che riguarda lattrezzatura ora analizziamo in generale quella che è la fisica del lancio. Abbiamo più volte detto che la TLT si basa sulla velocità della coda, ed abbiamo anche detto che per avere una coda veloce è necessaria unattrezzatura adeguata. Ma perché è necessario esprimere velocità nella TLT ? E come si genera la velocità di lancio ? Partiamo dalla prima domanda. La necessità di esprimere velocità nella TLT è legata ad alcuni fattori come la leggerezza della coda e quindi la necessità di compensare il poco carico (peso coda), oltre che di poter creare una serie di lanci capaci di risolvere determinate situazioni, anche se molti identificano la TLT solo ed esclusivamente con i loop stretti e nella coda dritta e pulita, ma non sanno che tutto ciò è proprio il risultato della velocità. Sulla seconda domanda, cioè come questa si genera, cè effettivamente da dire molto di più, e alcuni punti fermi, forse i più importanti, sono:
1) laccelerazione
2) il momento spinta basso
3) lo shooting ritardato
4) la tensione costante della sinistra
5) lasse
6) il massimo sfruttamento delle leve (braccio e canna)
7) il ruolo del polso
8) langolazione
Questi otto punti, ma ce ne sono altri ancora, sono la base su cui ruota la TLT e sono gli ingredienti principali per generare velocità. Analizziamoli velocemente. Per accelerazione si intende, come dice la parola, un movimento della canna effettuato non in maniera costante ma appunto in accelerazione. Facciamo un esempio. Partendo nel lancio in avanti a velocità zero, la si aumenterà gradatamente passando da 0 a 10/20/30/40
100 appunto accelerando. Arrivati a 100 con la canna a circa 45° in avanti, si passerà al secondo punto e cioè il momento spinta basso. Innanzi tutto che cosa è il momento spinta. Con questo termine si intende lultimo scatto che si darà alla canna al fine di far passare in testa la coda cioè il punto in cui si forma il loop che trascinerà la coda in avanti. Con il termine basso si intende dato il più tardi possibile e cioè quando la coda da 100 passerà a 150 con un movimento breve, secco/morbido cioè deciso ma senza modi bruschi. Essendo dato alla fine, il MS genererà un loop molto stretto, poiché lampiezza del loop è data dal punto più alto e basso toccato dal vettino nel solo MS. Infatti se linizio del MS avviene con il vettino della canna ancora alto, inevitabilmente la formazione del loop sarà anticipata con la conseguenza di averlo molto più largo e la concreta possibilità di vederlo chiudere su se stesso se la spinta finale avviene in maniera piuttosto brusca Effettuato il momento spinta, si avrà un ammortizzamento proseguendo in avanti con il braccio, che avrà il compito di scaricare la canna. Poi cè lo shooting ritardato il che significa trattenere la coda, prima di rilasciarla, con la sinistra il più possibile. Questo non farà altro che aumentare la velocità poiché è collegato a sua volta alla tensione costante con la sinistra. Una coda molto tesa è estremamente molto più veloce di una meno tesa. Poi abbiamo lasse che altro non è che la coda di topo che viaggia appunto in asse con la canna, in altre parole è il contrario esatto dellellisse. Questo aumenterà ancora di più la tensione e di conseguenza la velocità. Il massimo sfruttamento delle leve vuol dire che sia il braccio che la canna dovranno eseguire un movimento non breve, ma compiere un tragitto molto più lungo rispetto ad altre tecniche poiché più spazio significa più accelerazione. Il ruolo fondamentale del polso, che per questa tecnica è un elemento di straordinaria importanza, è finalizzato a dare un ulteriore spinta alla canna e quindi più velocità. Ma il suo utilizzo non è affatto uguale alle altre tecniche, ma è, per così dire, fuso nel momento spinta un tuttuno con il movimento totale. Ultimo, ma non meno importante cè langolazione. Con questo termine si intende la traiettoria della coda che non sarà parallela allacqua, ma angolata con la funzione principale di portare la mosca direttamente sullobiettivo senza farla cadere da una certa altezza con il rischio di pregiudicare il tutto a causa del rumore e della scarsa precisione. Questi otto punti sono i più importanti per produrre velocità, ma ne esistono anche degli altri. La velocità quindi come elemento fondamentale per la TLT. Molti di questi lanci sono dei veri e propri proiettili ma non bisogna pensare che un lancio velocissimo sia sinonimo di buchi nellacqua nel vero senso della parola. Prendiamo ad esempio langolato. Questo lancio, che è poi la massima espressione della TLT e che viene eseguito in angolazione mirando direttamente sullobiettivo, viene espresso in maniera velocissima, ma la riserva di coda che si lascerà andare con lo shooting, procurerà un forte rallentamento finale che farà posare in maniera delicatissima ed impercettibile la mosca da pochissimi centimetri dallacqua sulla bollata, il tutto negli ultimi istanti del lancio e con una precisione incredibile. Però la TLT non è solo questo. Infatti molti dei lanci di questa tecnica sono tutto tranne che veloci, ma sarà solo ed esclusivamente dopo che si è in grado di governare sullattrezzatura producendo velocità, che si sarà in possesso dei requisiti necessari per generare dei lanci rallentati e quindi non veloci. Sembra un controsenso ma è così. Ricapitolando, possiamo dire che questa è una tecnica pensata esclusivamente per superare, con delle contro mosse studiate, gli ostacoli che via via si presentano in acque mosse. Quindi non una tecnica da prato ma qualcosa di veramente pratico, bello da vedersi e straordinariamente concreto ed efficace in pesca.
Vorrei concludere con una frase che potrebbe stravolgere tutto il discorso che ho appena fatto e cioè che con la TLT si può lanciare egregiamente anche con attrezzature pesanti. Già, è un sasso lanciato in piccionaia per sfatare anche un finto dogma che relega questa tecnica ad essere utilizzata solo in ambienti ristretti come il torrente. E vero che qui trova la sua massima espressione ma è assolutamente vero che in luoghi del tutto diversi, come ad esempio un largo fiume del piano, sia consigliabile usare canne molto più lunghe e code più pesanti, ma queste possono essere lanciate tranquillamente in TLT seguendo tempi diversi imposti dallattrezzatura. In altre parole, questa tecnica può essere considerata come una straordinaria base su cui utilizzare di volta in volta ladeguata attrezzatura in funzione del posto, quindi un formidabile veicolo attraverso il quale adattarsi alle più svariate situazioni addirittura facilitando anche la pesca a ninfa. Sembrerà strano, ma è così.
Massimo Magliocco
